Perugia, infortunio sul lavoro: condannato amministratore edile a otto mesi

Il tribunale ha riconosciuto la responsabilità per lesioni gravissime a un operaio: risarcimento e provvisionale alla parte civile

È stato condannato a otto mesi di reclusione l’amministratore unico di una società edile di Perugia, un uomo di 55 anni, al termine di un procedimento giudiziario legato a un grave infortunio sul lavoro avvenuto l’8 febbraio 2022 nel capoluogo umbro. La sentenza è stata emessa all’esito del giudizio abbreviato condizionato a una perizia medico-legale.

Il caso riguarda un lavoratore marocchino di 68 anni che, a seguito dell’incidente, ha riportato lesioni gravissime tali da rendere necessaria l’amputazione della gamba sinistra. Il tribunale ha inoltre disposto il pagamento di una provvisionale pari a 20mila euro a favore della parte civile, oltre alle spese processuali e di costituzione.

La dinamica e le accuse sulla sicurezza nei cantieri

Secondo quanto riportato nel capo di imputazione, l’amministratore unico avrebbe consentito l’utilizzo di un trabattello non idoneo all’uso professionale, destinato secondo le indicazioni del produttore esclusivamente a lavori domestici. L’elemento centrale dell’accusa riguarda anche la presunta omissione della valutazione del rischio nel documento aziendale sulla sicurezza.

La Procura ha contestato all’imputato il reato di lesioni personali colpose gravissime, aggravato dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro. L’utilizzo di attrezzature non conformi alle prescrizioni di sicurezza avrebbe, secondo l’accusa, contribuito in modo diretto al verificarsi dell’incidente.

Le conseguenze dell’incidente sul lavoratore

L’infortunio si è verificato durante attività edili svolte per conto della società. In seguito alla caduta dal trabattello, il lavoratore ha riportato una frattura complessa e scomposta della tibia sinistra, con interessamento delle strutture articolari del ginocchio.

Le condizioni cliniche sono risultate da subito molto gravi e hanno richiesto interventi chirurgici complessi, fino all’amputazione dell’arto sopra il ginocchio a causa delle complicazioni sopraggiunte, tra cui infezioni settiche. Il lavoratore si è costituito parte civile nel procedimento per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

Giudizio abbreviato e decisione del tribunale

La sentenza è arrivata al termine di un giudizio abbreviato condizionato, nel quale è stata disposta una perizia medico-legale affidata al dottor Walter Patumi per verificare la compatibilità delle lesioni con la dinamica dell’incidente.

Il giudice ha stabilito la responsabilità dell’imputato, disponendo oltre alla pena detentiva anche il risarcimento economico in favore della vittima, rimandando la quantificazione complessiva del danno a un successivo giudizio civile.

Sicurezza sul lavoro e responsabilità d’impresa

Il caso riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei cantieri edili e della responsabilità dei datori di lavoro. L’utilizzo di attrezzature non conformi e la mancata valutazione dei rischi rappresentano aspetti frequentemente richiamati nelle contestazioni legate agli infortuni sul lavoro.

La vicenda evidenzia come il rispetto delle normative di prevenzione sia un elemento fondamentale per evitare incidenti gravi e garantire condizioni di lavoro sicure, soprattutto nei settori ad alto rischio come l’edilizia.

Redazione

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