Si accende il confronto a Città di Castello sul tema del dimensionamento scolastico dopo la sentenza del Tar dell’Umbria. Le famiglie degli studenti chiedono ora con urgenza la convocazione di un incontro pubblico che coinvolga Ufficio scolastico regionale (Usr), amministrazione comunale, dirigenza scolastica e rappresentanti dei genitori.
La richiesta arriva all’indomani dell’iniziativa del sindaco Luca Secondi, che ha dato mandato all’avvocato del Comune di diffidare Usr e ministero dell’Istruzione e del Merito affinché venga data esecuzione alla decisione del tribunale amministrativo.
Secondo quanto riportato in una nota diffusa dall’architetto Lucia Fiorucci per conto delle famiglie, l’obiettivo è ottenere chiarezza sull’attuazione della sentenza e sui provvedimenti già adottati, oltre a definire tempi certi per la gestione della situazione.
Famiglie in allarme per il futuro dell’organizzazione scolastica
Nel documento, i genitori esprimono una forte preoccupazione per l’incertezza che continua a pesare sul sistema scolastico locale. Le famiglie si dichiarano “profondamente deluse dall’incertezza che grava sul futuro della scuola a Città di Castello”, denunciando una situazione percepita come stallo amministrativo.
Al centro delle critiche c’è la mancata applicazione della sentenza del Tar, che secondo i genitori starebbe generando una fase di confusione proprio nel momento in cui sarebbe necessario programmare il prossimo anno scolastico in modo ordinato e sereno.
Rischio disagi logistici e gestione degli spazi
Uno dei nodi principali riguarda anche gli aspetti organizzativi. Le famiglie sottolineano come il perdurare dell’incertezza possa avere conseguenze dirette sulla gestione degli spazi scolastici e sulla logistica dei plessi.
Nel caso in cui non venga data attuazione alla sentenza, si potrebbe infatti arrivare a una situazione di emergenza nella distribuzione degli studenti tra le strutture scolastiche, con possibili ricadute operative per il Comune.
Per questo motivo, viene evidenziato come la priorità assoluta resti lo sblocco della situazione amministrativa, ritenuto indispensabile per garantire continuità e stabilità al sistema educativo locale.
La richiesta: applicare subito la sentenza del Tar
Nel passaggio finale della nota, le famiglie ribadiscono la posizione più netta: è necessario che il Ministero, attraverso l’Usr, proceda senza ulteriori ritardi all’esecuzione della sentenza del Tar Umbria.
L’atto giudiziario, secondo i genitori, deve essere applicato immediatamente per l’anno scolastico 2026/2027, senza ulteriori rinvii o rallentamenti burocratici.
La richiesta si inserisce quindi in un quadro più ampio di confronto istituzionale, in cui le famiglie sollecitano una risposta rapida per evitare che lo stallo amministrativo continui a incidere sulla programmazione scolastica e sulla gestione quotidiana delle scuole del territorio.
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