I dati diffusi da Svimez delineano per l’Umbria un quadro economico in peggioramento, con un Pil stimato in calo dello 0,2% nel 2025. Una performance che colloca la regione tra le ultime in Italia, in posizione quintultima a livello nazionale, secondo le rilevazioni economiche più recenti.
Il dato assume particolare rilievo perché riferito al primo anno pieno di attività della Giunta regionale guidata da Stefania Proietti, e descrive una fase in cui la regione risulterebbe in arretramento mentre il resto del Paese continua, seppur con ritmi differenziati, a registrare segnali di crescita.
Sul tema interviene il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc), che definisce i numeri Svimez un elemento di forte preoccupazione per il futuro economico del territorio. “Si tratta di numeri particolarmente significativi perché riguardano il 2025, il primo anno pieno della Giunta Proietti, e descrivono una regione che arretra mentre gran parte del Paese continua a crescere”, afferma Arcudi.
Secondo il consigliere, il quadro economico evidenzierebbe una situazione caratterizzata da crescita assente, debolezza dei consumi e investimenti insufficienti. Nel suo intervento, Arcudi sottolinea come per mesi sia stata proposta una narrazione istituzionale distante dai dati economici reali, che oggi invece mostrerebbero una realtà differente e più critica.
Uno dei punti centrali della critica riguarda la manovra fiscale regionale da oltre 184 milioni di euro, definita tra le più rilevanti mai approvate in Umbria. Secondo Arcudi, tale scelta rischierebbe di aggravare ulteriormente le difficoltà economiche del territorio, incidendo su famiglie e imprese in una fase già complessa.
“Quando un territorio rallenta la priorità dovrebbe essere sostenere famiglie, lavoratori e imprese”, sostiene il consigliere, evidenziando come, a suo giudizio, un aumento della pressione fiscale possa ridurre la capacità di spesa dei cittadini e limitare gli investimenti delle imprese.
Nel suo intervento viene inoltre richiamata la necessità di una strategia economica alternativa, basata su sviluppo, infrastrutture, innovazione e attrazione degli investimenti. Secondo Arcudi, solo politiche orientate alla crescita potrebbero invertire la tendenza segnalata dai dati Svimez.
“I dati Svimez rappresentano un campanello d’allarme che la Giunta regionale non può ignorare”, afferma ancora il consigliere, sottolineando la necessità di una riflessione politica sulle scelte adottate.
Il quadro delineato evidenzia dunque una regione che, secondo le stime economiche, si trova in una fase di rallentamento, con indicatori che sollevano interrogativi sulle prospettive di crescita per il 2025 e gli anni successivi.
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