A Perugia non partirà il progetto di ospedale veterinario pubblico gratuito H24, pensato per fornire cure a cani e gatti di anziani soli, persone a basso reddito e famiglie in difficoltà. La proposta era stata presentata ad agosto 2025 dalla consigliera comunale Margherita Scoccia (Fratelli d’Italia), che evidenzia come l’iniziativa avrebbe potuto valorizzare immobili pubblici inutilizzati e coinvolgere Università di Perugia, Asl Umbria 1, Ordine dei veterinari, Istituto Zooprofilattico e associazioni locali.
Secondo Scoccia, la misura non avrebbe sottratto risorse alla sanità pubblica, ma avrebbe risposto a un bisogno concreto della cittadinanza, intercettando la necessità di cure veterinarie per animali di famiglie fragili. L’Umbria conta infatti che il 52,7% delle famiglie vive con almeno un animale domestico, e per molti anziani soli, l’animale rappresenta un fondamentale sostegno contro l’isolamento. Negare le cure per motivi economici può aumentare abbandoni, randagismo e pressione sui canili, con costi sociali superiori per la comunità.
Nel frattempo, a Roma è stato avviato un progetto pilota simile: il Municipio I della Capitale ha firmato una direttiva che garantisce accesso gratuito alle cure veterinarie di base, dando priorità agli over 65 soli, ai nuclei con Isee basso e a famiglie in difficoltà. Nella capitale è in costruzione anche un ospedale veterinario pubblico alla Muratella, finanziato interamente dal Comune con un investimento di 6,5 milioni di euro.
Scoccia ha criticato duramente la maggioranza perugina di Pd e M5s, che ha respinto la proposta, definendo poco convincenti le argomentazioni secondo cui il progetto “non rientrerebbe nelle prerogative del Comune”. La consigliera sottolinea come ciò dimostri che la realizzazione di un ospedale veterinario pubblico per fasce fragili sia possibile anche a Perugia, come dimostrato dall’esperienza romana a meno di 200 chilometri dalla città.
La proposta bocciata prevedeva un modello di veterinariato sociale integrato, aperto a tutti gli animali di proprietà di residenti fragili, inclusi quelli ospitati nei canili e gattili comunali e in attesa di adozione. La consigliera Scoccia definisce la vicenda una battaglia di civiltà, che mette in luce il ruolo degli animali domestici come risorsa sociale e affettiva per la collettività.
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