La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha ribadito l’impegno della Giunta per il rilancio dell’ospedale di Spoleto “San Matteo degli Infermi” nel corso del question time all’Assemblea legislativa, rispondendo alle domande del consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc).
Arcudi aveva chiesto chiarimenti sul mantenimento della qualifica di Dea di primo livello e sulla riapertura del Punto nascita, sottolineando come durante la campagna elettorale fossero state assunte promesse precise per il rafforzamento del presidio ospedaliero e la tutela della sanità nei territori interni. Il consigliere ha ricordato anche le preoccupazioni sollevate dalle recenti dichiarazioni del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, secondo cui il sistema sanitario regionale non potrebbe sostenere più di un numero limitato di ospedali Dea di primo livello, includendo tra questi anche Spoleto.
Proietti ha risposto evidenziando che il piano sociosanitario è in fase di definizione, ma alcune misure qualificanti sono già state avviate, tra cui l’aggiornamento della rete oncologica regionale, i percorsi diagnostico-terapeutici e l’introduzione di innovazioni come il Polo. La presidente ha inoltre chiarito che la delibera del 2023 aveva indirizzato l’ospedale verso la realizzazione del Terzo Polo, disattivando alcune funzioni necessarie per mantenere la qualifica di Dea di primo livello.
Sull’ospedale di Spoleto, la Giunta sta lavorando a un rilancio concreto che prevede:
- Piena operatività H24 della cardiologia
- Potenziamento della robotica
- Implementazione dei servizi presenti
- Interventi di edilizia per l’ampliamento dell’ospedale, tra cui la rimozione dell’impalcatura del porticato
Per quanto riguarda il Punto nascita, Proietti ha confermato la volontà della Regione di richiederne la riapertura, tramite un’istanza presentata sia al Comitato percorso nascita locale sia a quello nazionale del Ministero della Salute. La richiesta non si configura come mantenimento in deroga, ma come progetto organico basato su un’analisi aggiornata dei fabbisogni territoriali, con particolare attenzione alla Valnerina e alle aree interne, corredata da documentazione completa.
Nella replica, Arcudi ha espresso insoddisfazione, sottolineando la complessità della gestione del territorio e criticando le differenze tra le aspettative create in campagna elettorale e la situazione attuale. “Le aspettative gigantesche create in campagna elettorale dalla sinistra non vengono concretizzate e il risultato sono le delusioni pazzesche in tutta l’Umbria”, ha dichiarato, auspicando un’inversione di tendenza nell’attuazione degli impegni presi.
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