a Festa della Repubblica e l’80° anniversario del referendum del 2 giugno 1946 rappresentano un’occasione per riflettere sui valori fondanti della democrazia italiana, sulla centralità della Costituzione e sulle responsabilità delle istituzioni e dei cittadini. È il messaggio lanciato dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha partecipato alle celebrazioni istituzionali su invito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel suo intervento, Proietti ha ricordato il significato storico della scelta compiuta dagli italiani nel 1946, quando il Paese decise di adottare la forma repubblicana e avviare il percorso che avrebbe portato alla nascita della Costituzione. “La Repubblica è il patto quotidiano che tiene insieme istituzioni, territori, cittadine e cittadini. A ottant’anni dal voto che aprì la stagione repubblicana, dal primo suffragio nazionale delle donne e dall’avvio del cammino dell’Assemblea Costituente, siamo chiamati a scegliere ancora: libertà, democrazia e pace”.
La presidente ha sottolineato come la Repubblica non rappresenti soltanto una forma di governo, ma una responsabilità collettiva che si rinnova ogni giorno attraverso la partecipazione democratica e l’impegno civile. “La Repubblica è una responsabilità concreta. Nel 1946 con il contributo fondamentale dei giovani e delle donne, grazie al sacrificio delle partigiane e dei partigiani, con il coraggio di Padri e Madri Costituenti, l’Italia scelse di uscire dall’orrore della guerra nazifascista attraverso il voto, la democrazia, la libertà e la Costituzione”.
Proietti ha ricordato che quella generazione pose le basi di uno Stato fondato sulla dignità della persona, sui diritti, sui doveri, sul lavoro e sulla partecipazione democratica. “Scelsero un’Italia capace di rialzarsi e di fondare le proprie istituzioni sulla dignità della persona, sui diritti, sui doveri, sul lavoro e sulla partecipazione. E oggi noi abbiamo il dovere di sentirci responsabili, ora come allora, del valore della coesione sociale sulla base di democrazia e libertà”.
Nel suo messaggio, la presidente della Regione ha richiamato anche il contesto internazionale attuale, caratterizzato da conflitti, tensioni geopolitiche e crescenti divisioni sociali. Secondo Proietti, la ricorrenza assume un significato ancora più rilevante in una fase storica segnata da nuove sfide per la convivenza democratica.
“Oggi quella pace proclamata dalla Costituzione è messa a dura prova dai tanti, troppi conflitti. La pace fondante per la nostra Costituzione chiede ogni giorno a noi istituzioni parole nette, comportamenti responsabili e scelte coerenti. Per questo dobbiamo disarmare le parole, prima ancora delle armi. Dobbiamo rifiutare l’odio, la semplificazione violenta, la logica del nemico. La Repubblica vive quando ciascuno sente di avere una parte di responsabilità nel futuro comune”.
Un passaggio significativo è stato dedicato al ruolo dell’Umbria, indicata come una terra che storicamente si identifica con i valori della pace, del dialogo e della solidarietà. “L’Umbria porta nella propria storia e nella propria vocazione il messaggio di pace, fraternità, attenzione ai più fragili, cura, rispetto delle differenze e giustizia sociale, valori fondanti e vivi della nostra democrazia grazie alla nostra Costituzione. Non sono parole astratte, ma il modo in cui una Regione, un Comune, una scuola, un luogo di lavoro, una famiglia costruiscono ogni giorno la Repubblica”.
Nel suo intervento, Proietti ha inoltre richiamato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando l’importanza della fiducia tra istituzioni e cittadini e del valore della partecipazione democratica. “Consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica. I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività”.
La presidente ha concluso il suo messaggio guardando al futuro e rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni. “La Festa della Repubblica appartiene al presente e al futuro. Ottant’anni fa una generazione scelse per noi la libertà e la democrazia. Oggi tocca a noi custodirle, renderle più giuste, più inclusive e più forti. La Repubblica siamo noi quando partecipiamo, quando serviamo le istituzioni con disciplina e onore, quando scegliamo la pace, quando difendiamo la dignità di ogni persona”.
Infine, riprendendo un passaggio del messaggio del Capo dello Stato, ha lanciato un appello ai giovani: “Sappiate che nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia. Siate esigenti, coraggiosi. Scegliete – e costruite oggi – il vostro futuro. Sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia moderna!”.
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