Elly Schlein ha scelto Perugia come palcoscenico per un incontro politico di respiro internazionale. Nel pomeriggio di sabato 30 maggio, la segretaria del Partito Democratico ha riunito in piazza del Melo l’ex sindaco di New York Bill De Blasio e la sindaca del capoluogo umbro Vittoria Ferdinandi, dando vita a uno scambio di esperienze tra amministratori progressisti di tre contesti geografici diversi.
L’iniziativa è nata da una scelta deliberata di Schlein: “Sapevo che Bill tornava in Italia e ho pensato di portarlo a Perugia per fare vedere quello che si è fatto in questa città, dove un insieme di forze progressiste unendosi hanno portato la vittoria del centrosinistra”. Secondo la leader dem, Perugia rappresenta oggi “il posto giusto per fare dialogare le esperienze di due sindaci che, pur da parti opposte del mondo, hanno lo stesso cruccio: come migliorare la qualità della vita delle persone”.
Il “metodo Ferdinandi” come esempio nazionale
Al centro dell’intervento di Schlein c’è stato il modello amministrativo della sindaca perugina. “Vittoria tiene insieme ogni giorno una coalizione progressista molto articolata, fatta di competenze e sensibilità messe tutte a servizio di un coerente progetto per la città”, ha dichiarato la segretaria dem. Un approccio che Schlein intende esportare a livello nazionale: “Questo metodo unitario che le permette di governare bene ogni giorno qui a Perugia è sicuramente di esempio anche per noi per quello che stiamo facendo a Roma”.
La leader del PD ha anche ribadito l’esistenza di “una alternativa progressista” alle destre, accusando i governi nazionalisti di “vincere alimentando le paure ma non risolvendo i problemi delle persone”.
Ferdinandi: “Resto a Perugia fino all’ultimo giorno”
Incalzata dai giornalisti sulle voci di un suo possibile trasferimento sulla scena politica nazionale, Ferdinandi ha risposto con nettezza: “Il mio impegno, il mio patto con gli elettori è quello di svolgere il mio mandato fino all’ultimo giorno qua a Perugia”. La sindaca ha tuttavia aperto a un contributo indiretto al progetto di centrosinistra: “Credo di poter essere a servizio anche di questa grande coalizione progressista che proverà ad aprire una nuova fase per il nostro paese dopo il governo di Giorgia Meloni. Lo faccio da qui, con convinzione”.
Ferdinandi ha inquadrato l’incontro con De Blasio come un’opportunità di apprendimento reciproco: “New York rappresenta forse uno dei più grandi laboratori urbani al mondo, quello in cui le amministrazioni devono cercare di tenere insieme le grandi contraddizioni e le grandi disuguaglianze che segnano il nostro tempo”. Tra le politiche dell’ex sindaco citate come riferimento figurano il salario minimo, la riqualificazione energetica e le politiche abitative.
De Blasio: “I governi nazionali stanno fallendo”
L’ex primo cittadino della Grande Mela ha portato una prospettiva critica sul ruolo dei governi centrali, tracciando un parallelo diretto tra la situazione italiana e quella americana: “In molte parti del mondo i governi nazionali stanno fallendo. Non riescono ad affrontare i problemi della gente comune. Sta accadendo in Italia, così come negli Stati Uniti. Quando il governo nazionale fallisce, interviene quello locale, offrendo soluzioni”.
De Blasio ha espresso una valutazione negativa dell’operato di Donald Trump, sottolineando che “due terzi della popolazione non approva il suo presidente” e che il partito democratico americano “è in una posizione favorevole” in vista delle elezioni di novembre. Sul fronte internazionale, ha definito “sbagliata” la guerra con l’Iran, aggiungendo che “Trump può comportarsi come un dittatore, ma la popolazione e il sistema giuridico non lo permettono”.
L’ex sindaco ha infine annunciato l’intenzione di condividere il modello perugino con gli amministratori locali americani: “Ho intenzione di condividere l’esempio che la sindaca sta dando con i sindaci di tutti gli Stati Uniti. Credo che ci sia una grande forza a livello locale”.
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