Trasimeno, riaperto il canale del Maranzano. Ma scatta l’allarme chironomidi

La Regione annuncia la riapertura verso il lago dopo 10 anni, ma restano criticità tra chironomidi e disagi nelle darsene di San Feliciano

Dopo oltre dieci anni il canale artificiale del Maranzano è stato riaperto verso il lago Trasimeno. L’annuncio è arrivato lunedì dall’assessore regionale Simona Meloni. La riapertura rappresenta un passaggio atteso da tempo per il Trasimeno, che negli ultimi anni ha attraversato una fase particolarmente delicata.

Secondo quanto spiegato dall’assessore, per oltre un decennio le acque del canale erano state indirizzate verso Chiusi, mentre il lago continuava ad affrontare problemi legati alla gestione idrica e ambientale.

“La strada è ancora lunga”

Pur sottolineando l’importanza dell’intervento, la Regione ha evidenziato che restano ancora numerose questioni da affrontare per il futuro del lago Trasimeno. Sappiamo bene che la strada è ancora lunga e che il Trasimeno ha bisogno di una strategia strutturata”, ha dichiarato Meloni, parlando però di un primo risultato concreto nel percorso di rilancio dell’area.

Proteste per l’emergenza chironomidi

Accanto alle notizie positive continuano però le segnalazioni e le proteste legate ai problemi che interessano il territorio del Trasimeno. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dell’Umbria, nella serata di lunedì un imprenditore del settore ricettivo di Castiglione del Lago ha pubblicato sui social alcune immagini del centro storico invaso dai chironomidi, denunciando pesanti conseguenze per il turismo e le attività commerciali.

Turisti che scappano, tavoli dei ristoranti abbandonati, attività messe in ginocchio, ha scritto l’imprenditore, chiedendo interventi definitivi da parte delle istituzioni. Secondo quanto riportato, il problema sarebbe stato segnalato anche dall’associazione “La voce dei cittadini”.

Darsene transennate a San Feliciano

Negli stessi giorni sono arrivate anche segnalazioni da San Feliciano riguardo alle due darsene transennate e temporaneamente inaccessibili.

Le aree sarebbero state delimitate per predisporre il cantiere relativo ai lavori di dragaggio, intervento considerato importante dai residenti ma che, secondo alcuni cittadini, non dovrebbe partire prima dell’autunno.

Tra le richieste avanzate dagli abitanti c’è quella di rimuovere temporaneamente le barriere almeno per il periodo estivo, per limitare i disagi a residenti, turisti e attività ricettive.

Redazione

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