Nei prossimi giorni la deputata M5s Emma Pavanelli presenterà un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia per fare luce sulle presunte intercettazioni dei colloqui tra detenuti e avvocati all’interno del carcere di Capanne, a Perugia. La parlamentare ha espresso forte preoccupazione per le notizie diffuse nelle ultime ore e per la presa di posizione dell’Unione delle Camere Penali Italiane, sottolineando che, se confermate, tali pratiche rappresenterebbero una grave violazione dei principi democratici, costituzionali e ordinamentali.
Secondo Pavanelli, intercettare i colloqui tra difensore e assistito significa colpire il cuore dello Stato di diritto, compromettendo il diritto inviolabile di ogni cittadino a una difesa piena, riservata e libera da interferenze. La deputata ha annunciato che chiederà al Ministro di chiarire se siano state avviate ispezioni ministeriali, quali verifiche siano in corso presso gli uffici giudiziari e l’istituto penitenziario, e quali azioni urgenti intenda adottare il Governo per evitare il ripetersi di simili episodi.
Pavanelli ha evidenziato che non si tratta di una questione tecnica o corporativa, ma di una tematica centrale per la credibilità dello Stato e la tutela delle garanzie democratiche. La riservatezza del rapporto tra difensore e assistito è, secondo la deputata, un presidio essenziale di libertà che tutela ogni cittadino, indipendentemente dal procedimento in cui è coinvolto. Interrompere questa riservatezza significherebbe comprimere un diritto fondamentale dello Stato democratico.
La parlamentare ha concluso sottolineando la necessità di chiarezza immediata, accertamento rigoroso delle responsabilità e risposte istituzionali nette per garantire che il diritto di difesa non venga mai compromesso in nome di esigenze investigative.
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