Patente truccata con auricolari e telecamere: tre condanne a Perugia

Organizzavano esami teorici pilotati con apparecchiature nascoste: pattuiti fino a 3mila euro per superare i quiz della patente

Patente

Un sistema studiato nei dettagli per superare illegalmente l’esame teorico della patente di guida attraverso suggerimenti dall’esterno. Per questo il giudice Piercarlo Frabotta ha condannato a sei mesi di carcere un 40enne originario del Bangladesh, una donna ecuadoriana di 37 anni e un 42enne albanese.

Secondo quanto ricostruito dall’accusa, il candidato avrebbe affrontato il test teorico ricevendo in tempo reale le risposte corrette ai quiz grazie a dispositivi tecnologici nascosti sotto gli abiti.

Come funzionava il sistema per superare i quiz della patente

L’indagine ha permesso di ricostruire il meccanismo utilizzato durante l’esame. Secondo gli inquirenti, il candidato si presentava alla prova teorica con un’apparecchiatura audiovisiva occultata all’interno degli indumenti.

Le risposte ai quiz non venivano fornite autonomamente dal candidato, ma suggerite dall’esterno attraverso dispositivi elettronici collegati a complici presenti fuori dalla sede d’esame.

Nel capo d’imputazione si legge che il sistema prevedeva l’utilizzo di una felpa con cappuccio modificata per nascondere l’attrezzatura tecnologica necessaria alla comunicazione.

Pagamenti fino a 3mila euro per l’esame truccato

Gli altri due imputati sono stati ritenuti responsabili di aver organizzato il servizio illecito a scopo di lucro. Secondo la procura, per consentire il superamento della prova teorica sarebbe stato concordato un pagamento complessivo di 3mila euro.

Di questa cifra, circa 1.500 euro sarebbero stati versati prima dello svolgimento dell’esame.

La donna condannata avrebbe avuto il ruolo di intermediaria, mettendo a disposizione l’apparecchiatura tecnica e contattando una persona esperta della materia incaricata di suggerire le risposte corrette al candidato durante il test.

Tecnologie nascoste per aggirare i controlli

L’episodio conferma come i tentativi di frode durante gli esami per la patente utilizzino sempre più frequentemente strumenti tecnologici sofisticati e difficili da individuare.

Microcamere, auricolari invisibili e dispositivi collegati all’esterno rappresentano alcune delle tecniche più utilizzate per aggirare i controlli nelle sedi d’esame.

Le verifiche degli investigatori hanno consentito di smascherare il sistema illecito e ricostruire i ruoli dei soggetti coinvolti, portando alla condanna dei tre imputati.

L’importanza dei controlli durante gli esami di guida

Le autorità continuano a monitorare con attenzione possibili irregolarità durante gli esami teorici per il conseguimento della patente di guida.

L’obiettivo è garantire la regolarità delle prove e impedire che sistemi fraudolenti possano compromettere la sicurezza stradale, consentendo il rilascio di documenti di guida a candidati non realmente preparati.

Redazione

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