È ripartito a Perugia GiMo – Giovani in Mobilità, il servizio di trasporto pubblico notturno soppresso circa dieci anni fa e tornato operativo da lunedì 11 maggio. Alla fermata del Pincetto, per la prima corsa, erano presenti studenti, rappresentanti istituzionali e la sindaca Vittoria Ferdinandi, salita a bordo come prima passeggera del bus.
Il progetto, fortemente sostenuto dalla comunità studentesca, è cofinanziato dal Comune di Perugia e da Adisu ed è promosso dalle associazioni Altrascuola – Rete degli studenti medi, Sinistra universitaria – Udu Perugia e dal circolo Arci Il Porco Rosso.
Quattro corse notturne tra centro e periferie
Il servizio prevede quattro corse notturne dal lunedì al sabato, nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 5 del mattino, collegando il centro storico con le periferie cittadine. Il costo del servizio resta quello ordinario del trasporto pubblico ed è già compreso negli abbonamenti scolastici, universitari e regolari.
L’obiettivo è offrire una soluzione di mobilità sicura e accessibile soprattutto nelle ore serali e notturne, con particolare attenzione agli studenti e ai giovani che frequentano il centro cittadino.
“Un servizio per muoversi in sicurezza”
«GiMo non è solo per i giovani che si vogliono divertire – ha spiegato Nicoletta Schembari di Udu – ma è per chi vuole andare a casa in sicurezza e non da sola a piedi. Per chi non vuole prendere la macchina e impazzire per i parcheggi». Secondo i promotori, il servizio è rivolto non soltanto agli studenti, ma anche a lavoratori, cittadini e frequentatori del centro storico.
Per Orsola Basile del circolo Il Porco Rosso, i bus notturni rappresentano «un servizio per tornare a vivere il centro, per tutelare l’ambiente, per tornare ad accogliere e collegare i quartieri».
Gli studenti: “Più libertà e sicurezza”
Tra i primi passeggeri del nuovo servizio anche Giulia, studentessa del liceo Galilei, che ha sottolineato l’importanza del ritorno dei bus notturni. «Finalmente potremo vivere la città in libertà e sicurezza senza dover costringere i nostri genitori a venirci a prendere con l’auto», ha raccontato.
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