La Polizia di Stato di Assisi ha denunciato due tifosi della Narnese – un 25enne e un 21enne – per aver acceso petardi durante la partita di calcio di Eccellenza regionale tra Bastia e Narnese, disputata il 26 aprile scorso presso lo stadio “Carlo degli Esposti” di Bastia Umbra. I due supporter, identificati grazie alle riprese video degli agenti della Polizia Scientifica del Commissariato di Assisi impiegati nel servizio di ordine pubblico, sono stati colpiti da un provvedimento di DASPO emesso dal Questore di Perugia, rispettivamente della durata di 5 anni per il 25enne e di 1 anno per il 21enne.
A rendere possibile l’identificazione dei responsabili è stata la documentazione video raccolta sistematicamente durante l’incontro dagli operatori di Polizia Scientifica del Commissariato di Assisi. Le immagini hanno permesso di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e di ricondurre le condotte contestate ai due tifosi, avviando così il procedimento investigativo che si è concluso con la loro denuncia.
Nel corso della gara, gli agenti avevano rilevato l’accensione di 3 petardi da parte di alcuni supporter narnesi presenti in tribuna. L’episodio più grave ha riguardato un petardo lanciato verso l’area di gioco, che è andato a finire all’interno della gradinata riservata ai tifosi ospiti, con conseguente rischio per l’incolumità delle persone presenti. Nonostante la situazione non avesse generato particolari criticità nell’immediato, la condotta è risultata potenzialmente pericolosa ai sensi della normativa vigente in materia di sicurezza negli stadi.
I due tifosi sono stati denunciati in stato di libertà ai sensi dell’articolo 6 bis della legge n. 401/1989, disposizione che sanziona chiunque, in occasione di manifestazioni sportive, lanci o utilizzi artifici pirotecnici – tra cui fumogeni e petardi – in modo da creare un concreto pericolo per le persone.
Il DASPO emesso nei loro confronti dal Questore di Perugia preclude ai due supporter l’accesso a tutti i luoghi in cui si svolgano manifestazioni calcistiche su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalla categoria delle squadre coinvolte: il divieto si applica quindi tanto alle gare dei campionati professionistici quanto a quelle dei campionati dilettantistici, come nel caso della partita che ha originato il provvedimento.
La vicenda si inserisce nel contesto delle attività di contrasto alla violenza negli stadi condotte dalla Polizia di Stato in occasione degli eventi sportivi, anche a livello dilettantistico, dove il presidio delle forze dell’ordine garantisce il monitoraggio degli spalti e la raccolta delle prove necessarie a procedere in sede giudiziaria e amministrativa.
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