Umbria circolare: a Magione confronto pubblico sul piano rifiuti

De Luca: “Nessun ampliamento della capacità autorizzativa delle discariche, compresa Borgo Giglione”

È proseguito a Magione il percorso di partecipazione dedicato al disegno di legge Umbria Circolare e all’aggiornamento del piano rifiuti regionale. Il secondo incontro pubblico si è svolto il 6 maggio 2026 all’Officina Teatrale La Piazzetta, alla presenza dell’assessore regionale Thomas De Luca, di cittadini, enti e associazioni che hanno preso parte al dibattito sui contenuti della riforma.

All’incontro erano presenti anche il consigliere Cristian Betti, il sindaco di Magione Massimo Lagetti e il sindaco di Passignano sul Trasimeno Sandro Pasquali.

Gli obiettivi del nuovo piano rifiuti

Uno dei nostri obiettivi, insieme a chiudere definitivamente la stagione degli inceneritori, è dimezzare i flussi in discarica entro il 2030”, ha dichiarato l’assessore De Luca, spiegando che il piano non prevede “l’ampliamento della capacità autorizzativa dei siti di smaltimento, compreso quello di Borgo Giglione”.

Secondo quanto illustrato durante l’incontro, la Regione punta a incrementare il riciclo e a ridurre la produzione dei rifiuti attraverso il coinvolgimento di comuni e associazioni del territorio.

Crediamo molto in questo percorso di partecipazione – ha aggiunto De Luca – perché per incidere sulla capacità di riciclo effettivo e diminuire la produzione di rifiuti a monte è necessario mettere al centro comuni e realtà associative”.

Raccolta differenziata e riduzione dei conferimenti

Tra gli obiettivi fissati dal piano regionale c’è l’aumento dell’intercettazione dei rifiuti dal 70% all’80% entro il 2030, portando la raccolta differenziata a 324mila tonnellate.

L’assessore ha spiegato che il progetto punta anche a uniformare i sistemi presenti nei diversi territori attraverso strumenti come ecocompattatori, centri di raccolta e riuso, compostaggio domestico e di comunità.

Parallelamente, la Regione intende ridurre lo smaltimento al 20% entro il 2030, abbassando i flussi urbani destinati alle discariche fino a 75mila tonnellate.

Tecnologia e nuovi impianti nel piano regionale

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dell’innovazione tecnologica applicata alla gestione dei rifiuti. Il piano prevede infatti la trasformazione dei vecchi impianti di trattamento meccanico biologico in “moderni macchinari automatizzati guidati dall’IA”.

De Luca ha inoltre parlato della prospettiva dell’idrogeno per il recupero di energia dagli scarti di produzione, definendola “una transizione a lungo termine ma possibile”.

L’assessore ha poi respinto le ipotesi di riduzione della Tari attraverso la realizzazione di un termovalorizzatore. “Chi sostiene che la Tari si sarebbe ridotta con il termovalorizzatore dice una bugia”, ha affermato, spiegando che il costo stimato dell’impianto sarebbe stato di 250 milioni di euro, risorse che “sarebbero state ricavate proprio dalla tariffa”.

Redazione

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