A Perugia dall’11 maggio 2026 torna il servizio Gimo – Giovani in mobilità, con autobus attivi dal lunedì al sabato tra le 22 e le 5 del mattino. Il progetto, presentato a Palazzo dei Priori alla presenza della sindaca Vittoria Ferdinandi e degli enti coinvolti, prevede quattro linee (NB1, NB2, NB3 e NB4) per collegare il centro storico con quartieri e poli universitari, rispondendo a una richiesta consolidata della comunità studentesca e cittadina.
Un servizio per il diritto alla città
“Non parliamo semplicemente di un servizio di trasporto, ma di un vero e proprio diritto alla città”, ha dichiarato la sindaca Ferdinandi. L’iniziativa mira a garantire accessibilità e sicurezza negli spostamenti serali, offrendo un’alternativa concreta all’uso dell’auto privata e favorendo la partecipazione alla vita sociale e culturale.
Progetto condiviso e finanziamenti
Il servizio è sostenuto da Comune di Perugia, Adisu e Busitalia, con il contributo delle realtà studentesche come Sinistra universitaria – Udu Perugia, Rete degli studenti medi e Arci ‘Il Porco Rosso’. L’investimento complessivo per il 2026 supera i 228 mila euro, di cui 80 mila finanziati da Adisu.
Gimo sarà attivo per sette mesi, con una pausa ad agosto, e sarà accompagnato da una fase di monitoraggio per valutarne l’efficacia e una possibile stabilizzazione nel tempo.
Mobilità e strategia urbana
Il ritorno del servizio si inserisce in una strategia più ampia di mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre il traffico nel centro storico e migliorare la fruizione degli spazi urbani. L’assessore alla mobilità Pierluigi Vossi ha definito il progetto “un atto fondamentale per una città più accessibile”.
Sicurezza e qualità del servizio
Dal punto di vista operativo, Busitalia ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa per garantire continuità e sicurezza nel trasporto pubblico, soprattutto nelle ore notturne. Un aspetto ritenuto centrale anche per migliorare la qualità della vita urbana.
Impatto su studenti e territorio
Per Adisu, rappresentata dall’amministratore unico Giacomo Leonelli, la mobilità notturna è un elemento chiave del diritto allo studio, perché facilita l’accesso agli alloggi e ai servizi universitari.
Dal lato studentesco, il progetto è visto come una risposta concreta a un’esigenza diffusa. “Muoversi facilmente significa dare a più persone la possibilità di partecipare”, è stato sottolineato dai rappresentanti delle associazioni.
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