Metalmeccanici, contratto rinnovato: ora la sfida è territoriale

Fim Cisl Umbria rilancia la contrattazione di secondo livello tra automotive, energia e lavoro

Il contratto nazionale dei lavoratori metalmeccanici è stato rinnovato e ora entra nella fase operativa nei territori. Il tema è stato al centro del consiglio generale Fim Cisl Umbria, riunito il 29 aprile 2026 a Città di Castello, con la partecipazione del segretario generale nazionale Ferdinando Uliano. L’obiettivo è tradurre i contenuti dell’accordo nelle realtà produttive locali, attraverso una contrattazione di secondo livello ritenuta “strategica e fondamentale” per la tutela dei lavoratori.

Uliano ha evidenziato come il rinnovo, avviato nel luglio 2023, abbia rafforzato diversi aspetti: salari, sicurezza, formazione, inquadramento professionale e tutele negli appalti, oltre alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Negli ultimi due rinnovi, ha ricordato, si è arrivati a un incremento complessivo di 515 euro mensili, con l’obiettivo di proteggere il potere d’acquisto.

Automotive, una transizione già in atto

Nel contesto umbro, uno dei temi centrali riguarda il settore automotive, descritto come in piena trasformazione. Il segretario regionale Simone Liti ha sottolineato come i cambiamenti siano già evidenti nei distretti di Terni, Città di Castello e Umbertide.

Il comparto coinvolge direttamente circa 2.000 lavoratori in 70 aziende, a cui si aggiungono 4.000 occupati nell’indotto e altre 3.000 persone nella filiera allargata. Numeri che evidenziano un impatto significativo sull’economia regionale, con criticità legate alla trasformazione produttiva e occupazionale.

Lavoro e precarietà

Il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti ha evidenziato una tendenza preoccupante: la sostituzione del lavoro stabile con forme più precarie, con effetti diretti su lavoratori e famiglie. Un fenomeno che rende ancora più centrale il ruolo della contrattazione per garantire stabilità e diritti.

Energia e infrastrutture: nodi aperti

Tra le principali criticità segnalate emerge il tema dell’energia, in particolare per il settore industriale e per realtà come l’Ast di Terni. Liti ha sottolineato la necessità di rafforzare l’autonomia energetica, chiedendo un intervento coordinato tra Regione e livello nazionale.

Altro elemento strategico riguarda le infrastrutture, sia fisiche che digitali, considerate determinanti per i collegamenti dell’Umbria con il resto del Paese e con i mercati internazionali. “Siamo indietro su entrambi i fronti”, è stato evidenziato nel corso dell’incontro.

Formazione e competenze

Il tema della formazione è stato indicato come cruciale. Nonostante la presenza di disoccupazione, molte imprese segnalano difficoltà nel reperire profili professionali adeguati. Per la Fim Cisl Umbria è necessario rafforzare strumenti come bilateralità e partecipazione, per allineare la formazione ai fabbisogni del territorio.

Le priorità per il futuro

Il sindacato individua tre direttrici principali per lo sviluppo: maggiore collaborazione tra università e imprese, rafforzamento del welfare per trattenere i giovani e valorizzazione delle opportunità offerte dalla Zes.

Parallelamente, la Fim Cisl Umbria punta a investire sui propri delegati e attivisti, anche in vista dei prossimi rinnovi delle rappresentanze sindacali.

Redazione

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