Minaccia di ammazzare la moglie e poi suicidarsi: condannato per stalking

Minacce, violenze e pressioni economiche: due anni di reclusione (sospesa) per un 67enne, disposto risarcimento

Tribunale Perugia

A Perugia, un uomo di 67 anni, cittadino romeno, è stato condannato dal giudice Alberto Avenoso del tribunale a due anni di reclusione, con pena sospesa, per maltrattamenti in famiglia e stalking nei confronti della moglie convivente. La sentenza, emessa al termine del processo, prevede anche un risarcimento di 5mila euro a favore della donna, costituita parte civile. I fatti si sono verificati tra il 2022 e il 2023 e hanno delineato un contesto di violenze, minacce e pressioni economiche. Ne riferisce il Messaggero.

Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, l’uomo avrebbe sottoposto la moglie a un clima costante di intimidazione e sopraffazione, costringendola a vivere in condizioni definite “umilianti e degradanti”. Le accuse descrivono una relazione caratterizzata da condotte reiterate di minaccia, ingiuria e aggressioni fisiche.

Tra gli episodi contestati figurano schiaffi al volto, distruzione di oggetti durante le liti e gesti violenti come un bicchiere rotto puntato alla gola della vittima. A questi si aggiungono frasi minacciose riportate negli atti del processo, tra cui: «Se non mi fai rientrare ti ammazzo e poi mi suicido» e «Non mi interessa che problemi di salute tu abbia, devi lavorare e portare i soldi a casa».

Nel capo d’imputazione viene inoltre evidenziato come l’uomo non contribuisse economicamente alla vita familiare, vivendo di fatto a spese della moglie e reagendo alle richieste con insulti e comportamenti aggressivi. Ulteriori minacce, anche particolarmente gravi, sono state riportate negli atti: «Io ti ammazzo, ti scioglierò nell’acido», in riferimento a eventuali situazioni lavorative.

La pubblica accusa aveva richiesto una condanna più severa, pari a tre anni e mezzo di reclusione, mentre la difesa, aveva sostenuto l’assoluzione contestando la ricostruzione dei fatti. Il giudice ha invece ritenuto fondate le accuse, pur stabilendo una pena inferiore rispetto a quella richiesta dalla Procura.

Redazione

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