Nel primo trimestre del 2026, l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia ha registrato un aumento degli accessi al pronto soccorso e una saturazione quasi totale dei posti letto. I dati, illustrati in Consiglio regionale dalla presidente Stefania Proietti, evidenziano come tra gennaio e marzo si siano contati 18.961 accessi, con un incremento dell’1,6% rispetto al 2025. Ancora più marcata la crescita dei casi di emergenza-urgenza, salita del 5,2%, segnalando una maggiore pressione sulle strutture sanitarie. In questo contesto, il tasso medio di occupazione dei posti letto ha superato il 99%, ben oltre i livelli considerati ottimali dal sistema sanitario nazionale.
Ricorso a posti letto aggiuntivi
Per far fronte alla domanda, in 16 giornate del trimestre è stato necessario attivare posti letto aggiuntivi, anche in spazi non destinati alla degenza ordinaria. Si tratta di soluzioni temporanee, con permanenze medie inferiori alle dodici ore prima del trasferimento nei reparti.
Nonostante la criticità, la presidente Proietti ha sottolineato che “il rischio clinico è stato presidiato”, garantendo continuità assistenziale, sicurezza e tutela della privacy dei pazienti. Tuttavia, le segnalazioni provenienti dal sindacato degli infermieri sono state definite “segnali d’allarme che non possono essere sottovalutati”, richiedendo ulteriori verifiche.
Le cause della saturazione
Tra le principali cause indicate emerge la difficoltà del sistema territoriale, in particolare nella gestione delle dimissioni protette. La carenza di servizi sul territorio rallenta il turnover dei posti letto, mantenendoli occupati più a lungo del previsto.
Questa situazione contribuisce a una pressione costante sui reparti, soprattutto quelli medici, già esposti a picchi di afflusso dal pronto soccorso. La Regione ha annunciato l’introduzione di misure urgenti, tra cui il rafforzamento degli organici, una migliore organizzazione interna e il potenziamento della rete territoriale.
Standard nazionali e criticità
Il dato di occupazione superiore al 99% si colloca ben oltre i parametri stabiliti dal decreto ministeriale 70 del 2015, che indica come ottimale un tasso intorno al 90%. Valori oltre il 95% segnalano un sistema sotto pressione, con ridotta capacità di risposta a eventuali emergenze.
La situazione registrata a Perugia evidenzia quindi una condizione di saturazione strutturale, con margini operativi limitati per gestire aumenti improvvisi della domanda sanitaria.
Le segnalazioni e le criticità evidenziate
Nell’interrogazione presentata dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, viene riportato come il ricorso a letti nei corridoi non sarebbe più un evento isolato ma una pratica ricorrente. Una condizione che, secondo quanto evidenziato, potrebbe comportare criticità in termini di sicurezza, privacy e dignità dei pazienti, oltre ad aumentare il rischio clinico e le infezioni correlate all’assistenza.
A queste problematiche si aggiungono le difficoltà del personale sanitario, alle prese con carenze di organico e carichi di lavoro elevati, che incidono sulla gestione complessiva del servizio.
Il nodo del personale e le richieste politiche
Le opposizioni hanno chiesto chiarimenti sulla reale entità del fenomeno e sulle misure da adottare per riportare il sistema a condizioni di normalità. Secondo quanto evidenziato, il piano assunzioni del 2025 si sarebbe fermato a 250 ingressi rispetto ai 700 previsti, mentre i pensionamenti continuano a ridurre le risorse disponibili.
“La sanità del futuro senza personale non può esistere”, è stato sottolineato in aula, evidenziando anche il rischio che le Case di comunità non riescano a garantire i servizi previsti senza un adeguato rafforzamento degli organici.
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