Sanità umbra, arriva la Tac di ultima generazione all’ospedale di Perugia

Tecnologia avanzata per diagnosi precoci e meno radiazioni: investimento da 3 milioni

L’ospedale di Perugia si prepara a dotarsi di una delle tecnologie più avanzate in ambito diagnostico: la Tac a conteggio di fotoni “Naetom Alpha”, donata dalla Fondazione Perugia e destinata a entrare in funzione entro l’autunno 2026. L’annuncio è stato ufficializzato a Perugia, con la firma dell’accordo tra Fondazione, Regione, Università e azienda ospedaliera, con l’obiettivo di migliorare diagnosi, tempi di attesa e qualità delle cure, in particolare nel campo oncologico.

Una tecnologia innovativa per la diagnosi precoce

La nuova Tac rappresenta un salto tecnologico significativo rispetto agli strumenti tradizionali. Grazie alla capacità di analizzare singolarmente i fotoni dei raggi X, il macchinario consente di ottenere immagini estremamente dettagliate, distinguendo con precisione tessuti, vasi sanguigni e strutture ossee.

Questo livello di definizione permette di individuare lesioni anche di dimensioni minime, favorendo diagnosi estremamente precoci, un aspetto cruciale soprattutto nella prevenzione e nel trattamento delle patologie oncologiche.

Riduzione delle radiazioni e tempi più rapidi

Tra i principali vantaggi della nuova tecnologia vi è anche una significativa riduzione dell’esposizione alle radiazioni, elemento fondamentale per la sicurezza dei pazienti. Inoltre, la Tac consente di effettuare scansioni total body in tempi ridotti, contribuendo a migliorare l’efficienza del sistema sanitario.

Un aspetto rilevante riguarda anche l’impatto sulle liste d’attesa, che potrebbero ridursi grazie alla maggiore rapidità e precisione degli esami.

Investimento e collaborazione istituzionale

L’operazione complessiva per l’acquisto e l’installazione della Tac “Naetom Alpha”, sviluppata da Siemens Healthineers, comporta un investimento di circa 3 milioni di euro. Il progetto è frutto di una collaborazione tra Fondazione Perugia, Regione Umbria, Università degli Studi di Perugia e azienda ospedaliera, con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario regionale.

Redazione

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