Morte Andrea Prospero, parla la sorella: “Era sereno e pieno di progetti”

Testimonianza al processo di Perugia sul 19enne trovato morto nel 2025

Tribunale Perugia

Nel processo in corso a Perugia per la morte di Andrea Prospero, il 19enne di Lanciano trovato senza vita nel gennaio 2025 in un bed and breakfast del centro storico, ha testimoniato la sorella gemella Anna, presente in aula insieme all’imputato, un giovane romano accusato di istigazione o aiuto al suicidio.

Il ricordo della sorella in aula

Durante la sua deposizione davanti al pubblico ministero, Anna ha descritto il fratello come un ragazzo “timido e introverso”, ma allo stesso tempo tranquillo e senza segnali di disagio evidenti. “Era molto tranquillo ed eravamo felici di essere venuti qui a Perugia a studiare”, ha raccontato.

I due fratelli condividevano gran parte della quotidianità: frequentavano insieme l’università e si separavano solo per le lezioni. “Spesso uscivamo insieme e frequentava molto i miei amici”, ha aggiunto, sottolineando come Andrea avesse costruito un gruppo sociale stabile.

Una vita sociale attiva e progetti futuri

Secondo quanto riferito, il giovane non trascorreva tempo da solo e partecipava attivamente alla vita sociale. Era un tifoso della Roma e seguiva con passione le partite della squadra. “Quando uscivo io usciva anche lui, da solo non si muoveva mai”, ha spiegato la sorella.

Tra gli obiettivi del ragazzo c’era quello di proseguire e concludere il percorso universitario insieme alla sorella, senza aver mai manifestato difficoltà legate allo studio o pensieri autolesionistici.

Nessun segnale di disagio evidente

Anna ha ribadito di non aver mai percepito segnali preoccupanti: “Non mi ha mai manifestato intenti suicidi o problemi relativi all’università”. Le uniche piccole difficoltà riguardavano aspetti personali, come l’apparecchio ai denti e problemi di acne, che però non sembravano incidere in modo significativo sul suo stato emotivo.

Una vicenda ancora da chiarire

Nel corso della testimonianza è emersa anche la consapevolezza della complessità della vicenda. “So che a capo di tutta questa situazione sicuramente ci sarà qualcosa che sarà difficile spiegare. Sarà una lunga storia”, ha dichiarato.

Il processo prosegue per chiarire le circostanze della morte del giovane e le eventuali responsabilità.

Redazione

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