La Regione Umbria ha avviato un percorso strategico per riformare la gestione dei rifiuti, presentando il nuovo disegno di legge sull’economia circolare e l’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti. L’iniziativa, illustrata dalla presidente Stefania Proietti e dall’assessore all’ambiente Thomas De Luca, mira a superare il modello emergenziale e costruire un sistema sostenibile, con benefici economici per famiglie e imprese e un impatto positivo su ambiente e occupazione.
Un cambio di paradigma nella gestione dei rifiuti
Il nuovo impianto normativo punta a trasformare i rifiuti da problema a risorsa economica e ambientale. Come evidenziato dall’assessore De Luca, “la transizione verso l’economia circolare è una scelta strategica”, capace di ridurre i costi, tutelare la salute pubblica e favorire crescita e lavoro attraverso l’utilizzo delle materie prime seconde.
Nel quadro delineato dalla Regione, viene esclusa la realizzazione di nuovi inceneritori e si prevede una progressiva riduzione del conferimento in discarica, nel rispetto del principio europeo del “do no significant harm”.
Risparmi, incentivi e tariffazione puntuale
Tra gli strumenti previsti emergono meccanismi economici per incentivare comportamenti virtuosi. In particolare, l’introduzione della tariffa puntuale (PAYT) permetterà di applicare il principio “chi inquina paga”, premiando cittadini e comuni più attenti alla differenziazione dei rifiuti.
Il piano stima risparmi annui per circa 22 milioni di euro grazie alla riduzione dei conferimenti in discarica, oltre a 1,5 milioni di euro derivanti dalla vendita delle materie recuperate. È inoltre prevista la creazione di un fondo regionale per le politiche ambientali.
Obiettivi 2030: meno rifiuti e più riciclo
Il disegno di legge, composto da 53 articoli, definisce obiettivi concreti da raggiungere entro il 2030:
- Massimo 100 kg di rifiuti indifferenziati per abitante
- Raccolta differenziata all’80%
- Riciclo effettivo al 65%
- Riduzione dello smaltimento in discarica dal 30% al 20%
- Riduzione del 10% della produzione totale di rifiuti, fino a 410.000 tonnellate
Parallelamente, si punta a incrementare la raccolta differenziata fino a 328.000 tonnellate.
Innovazione e prevenzione
Il piano introduce anche interventi tecnologici e culturali. Tra questi, la trasformazione degli impianti Tmb in strutture automatizzate con intelligenza artificiale e sensori ottici, oltre a misure per ridurre la produzione di rifiuti.
Previsti incentivi per riuso, riparazione e commercio sfuso, l’eliminazione dell’usa e getta nelle pubbliche amministrazioni, la diffusione di dispenser di acqua potabile, il contrasto allo spreco alimentare e la promozione del compostaggio domestico e di comunità.
Il ruolo dell’Umbria nel contesto europeo
La presidente Proietti ha sottolineato la dimensione internazionale del progetto: “Il piano sull’economia circolare rappresenta un cambio di paradigma”, inserito in una visione europea che vede l’Umbria protagonista, anche in vista della presentazione del parere ufficiale sull’Eir 2025 ad Assisi.
Tra le prospettive strategiche rientra anche lo sviluppo della rete dell’idrogeno, considerata una infrastruttura chiave per il futuro energetico regionale.
Percorso partecipativo sul territorio
Il progetto prevede un ampio coinvolgimento di cittadini, amministratori e stakeholder attraverso sei incontri territoriali, con l’obiettivo di raccogliere contributi e osservazioni:
- Spoleto, 29 aprile
- Magione, 5 maggio
- Orvieto, 8 maggio
- Marsciano, 12 maggio
- Terni, 14 maggio
- San Giustino, 15 maggio
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