Si è svolto sabato 18 aprile al cinema Méliès di Perugia il V Congresso Regionale dei Giovani Democratici dell’Umbria, un appuntamento politico che ha segnato l’elezione di Simone Emili come nuovo segretario regionale. L’evento, che ha coinvolto militanti e iscritti provenienti da tutta la regione, rappresenta il punto di arrivo di un percorso congressuale sviluppato nei mesi scorsi tra Perugia, Gubbio, Terni e Foligno, consolidando un confronto politico partecipato e diffuso sul territorio.
L’elezione di Emili è avvenuta all’unanimità, al termine di un congresso svolto in forma unitaria, segnale di una ritrovata coesione interna e di una maturità politica dell’organizzazione giovanile. Un passaggio importante per il futuro dei Giovani Democratici umbri, che si pongono l’obiettivo di rafforzare la propria presenza e il proprio ruolo nel dibattito politico regionale.
Nel corso dell’assemblea è intervenuto il segretario uscente Michelangelo Grilli, che ha ripercorso le tappe del suo mandato evidenziando le difficoltà affrontate: «Faccio politica da molto, sono ancora giovane, ma non sono nuovo. Ho sempre creduto nel valore dei congressi — momenti in cui una comunità si riunisce, si riconosce in un’identità e in un progetto. Un bene prezioso che dobbiamo continuare a difendere». Grilli ha sottolineato il lavoro svolto per ricostruire un’organizzazione inizialmente fragile: «In questi anni abbiamo attraversato una fase complessa: abbiamo trovato un’organizzazione fragile, segnata da divisioni, e abbiamo dovuto ricostruirla passo dopo passo. Dopo il crollo del sistema umbro, abbiamo rimesso in piedi una comunità, restituendole dignità e prospettiva».
Nel suo intervento ha inoltre richiamato l’importanza di una politica basata su responsabilità e confronto: «La politica che incide ha bisogno di umiltà: nessuno basta a sé stesso. Non è solo vincere o perdere, ma convincere. I partiti sopravvivono alle sconfitte, e la democrazia va difesa ogni giorno — senza arroganza, ma con responsabilità». Infine, il saluto al nuovo gruppo dirigente: «Al nuovo segretario e alla nuova segreteria il mio augurio di buon lavoro: guidate questa comunità con passione e spirito unitario, continuando a far crescere i Giovani Democratici in Umbria».
Il congresso ha visto anche la partecipazione della segreteria nazionale dei Giovani Democratici, a conferma dell’attenzione verso il percorso politico regionale. Numerosi gli esponenti istituzionali presenti, tra cui l’eurodeputata Camilla Laureti e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, entrambe in collegamento video, oltre al vicepresidente della Regione Tommaso Bori, al capogruppo PD in Consiglio regionale Cristian Betti e alla presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi. Presenti anche rappresentanti del Partito Democratico a livello regionale, provinciale e comunale, insieme a numerosi amministratori locali.
A sottolineare la natura inclusiva del congresso, la partecipazione di esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra, Azione e Movimento 5 Stelle, oltre a realtà associative e sindacali come CGIL, ARCI, UDU, Rete degli Studenti Medi, Legacoop e organizzazioni internazionali come il Fatah Youth Movement. Un confronto ampio che ha ribadito posizioni condivise su temi centrali come la difesa della Costituzione, i diritti e il lavoro.
Nel suo primo intervento da segretario, Simone Emili ha evidenziato il valore del percorso condiviso: «Arriviamo a questo congresso unitario grazie a un lavoro quotidiano, paziente e spesso silenzioso delle militanti e dei militanti delle basi in tutta l’Umbria. È da lì che ripartiamo». Tra le priorità indicate, il rafforzamento dell’autonomia dell’organizzazione: «Vogliamo preservare e rafforzare l’autonomia della nostra organizzazione, perché crediamo che una giovanile libera sia una risorsa fondamentale per tutta la comunità politica».
Emili ha inoltre delineato una linea politica orientata all’inclusione e alla partecipazione: «Il nostro obiettivo è parlare a tutta la cittadinanza, in particolare a chi oggi si sente distante o deluso dalla politica, costruendo insieme percorsi e politiche con le soggettività marginalizzate, rimettendo al centro ascolto e partecipazione». Infine, il ringraziamento alla squadra dirigente e ai territori: «Per noi è chiaro: la politica o si fa insieme, o non si fa».
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