Il tribunale di Perugia ha emesso la sentenza per Claudio Guercini, il pasticcere perugino di 57 anni che, tra il 2013 e il 2014, ha seminato il terrore tra le donne del centro storico e del quartiere Elce. L’uomo è stato condannato a 10 anni e 8 mesi di reclusione per aver molestato 42 donne, alcune delle quali vittime di più aggressioni. Il suo comportamento, che ha colpito soprattutto le donne che uscivano di casa la mattina presto, è stato definito dai giudici una vera e propria “infestazione psicologica” per l’intera città di Perugia.
Le aggressioni e i metodi del palpeggiatore seriale
Il modus operandi del condannato era sempre lo stesso: si avvicinava alle sue vittime, le assaliva alle spalle, le spintonava a terra o le sbatteva contro i muri, per poi palpeggiarle nelle parti intime. Alcune delle donne aggredite avevano subito anche lesioni fisiche, sebbene, come ribadito dai legali delle vittime, gli effetti psicologici siano stati i più devastanti. L’imputato ha agito con sistematicità, terrorizzando il quartiere e creando una vera e propria paura tra le donne della zona, che temevano di diventare vittime dell’“incubo” che li aveva già colpiti.
La condanna e il risarcimento alle vittime
La sentenza, pur essendo meno severa rispetto alla richiesta del sostituto procuratore Gemma Miliani, che aveva chiesto 15 anni di carcere, ha comunque sancito una condanna significativa. Oltre alla pena detentiva, Guercini dovrà anche risarcire le vittime, con un importo complessivo di circa 130.000 euro. Le vittime, assistite dagli avvocati Laura Modena ed Ermes Farinazzo, hanno visto finalmente riconosciuti i propri diritti, dopo anni di sofferenze, sia fisiche che psicologiche.
Il processo e la difesa dell’imputato
Nonostante le numerose accuse e la testimonianza di oltre una dozzina di vittime che hanno identificato Guercini come il responsabile, l’imputato si è sempre dichiarato innocente. Ha ascoltato impassibile la lettura della sentenza, affiancato dal suo avvocato, Arturo Bonsignore, e dalla sua famiglia. La difesa aveva cercato di ridurre le accuse, ma il tribunale ha escluso una serie di contestazioni, in particolare per le lesioni che sono andate in prescrizione, e ha riconosciuto per gli altri crimini una minore gravità rispetto alla violenza sessuale.
La fine dell’incubo e l’arresto del colpevole
Il “terrore” che ha colpito le donne di Perugia ha avuto inizio circa 13 anni fa. In quel periodo, la città venne scossa dalle numerose aggressioni subite dalle donne, tutte simili, avvenute in orari mattutini. Nonostante l’identità del palpeggiatore fosse un mistero per molto tempo, l’indagine portò, nel 2014, all’arresto di Claudio Guercini. Nel corso del processo, una 67enne ha riconosciuto l’imputato, confermando le accuse che avevano fatto scattare l’arresto. Le forze di polizia e i carabinieri avevano lavorato in sinergia per identificare il colpevole, e finalmente, l’incubo che aveva tormentato le donne di Perugia fu messo fine.
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