Torna sul luogo di lavoro nonostante il divieto: aveva manomesso il braccialetto elettronico

Intervento della Polizia dopo la segnalazione della vittima: l’uomo aveva manomesso il dispositivo elettronico

Polizia

Perugia, un uomo classe 1992 è stato arrestato dalla Polizia di Stato per violazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa, dopo essere stato segnalato nei pressi del luogo di lavoro della vittima. L’intervento è scattato a seguito di una chiamata al Numero Unico di Emergenza, con la persona coinvolta che, spaventata, ha richiesto l’immediato supporto delle forze dell’ordine. Gli agenti della Squadra Volante, giunti sul posto, hanno trovato il 34enne ancora nelle vicinanze, procedendo agli accertamenti che hanno portato all’arresto.

L’episodio si è verificato nei giorni scorsi, quando la vittima ha notato la presenza dell’uomo in prossimità del proprio luogo di lavoro, nonostante fosse sottoposto a una misura cautelare che gli imponeva di mantenere le distanze. La segnalazione tempestiva ha consentito agli operatori della Questura di intervenire rapidamente, evitando possibili ulteriori conseguenze.

Una volta effettuati i controlli, è emerso che il soggetto non solo aveva violato il divieto di avvicinamento, ma aveva anche adottato comportamenti finalizzati ad aggirare i sistemi di controllo. In particolare, nei giorni precedenti si era disfatto del tracker associato al dispositivo di monitoraggio elettronico, strumento utilizzato per garantire il rispetto della misura cautelare.

La manomissione del dispositivo ha rappresentato un ulteriore elemento a suo carico, aggravando la posizione dell’uomo e confermando la volontà di sottrarsi agli obblighi imposti dall’autorità giudiziaria. La presenza sul luogo di lavoro della vittima ha quindi configurato una violazione in flagranza, rendendo necessario l’intervento immediato degli agenti.

Al termine delle attività di rito, il 34enne è stato tratto in arresto e condotto presso le camere di sicurezza della Questura, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, in attesa dell’udienza di convalida.

Successivamente, il Giudice per le indagini preliminari (Gip) ha convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’uomo la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti i presupposti per una misura più restrittiva rispetto a quella precedentemente applicata.

Redazione

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