Colaiacovo esce da Ecosuntek: cessione da 20 milioni

Riorganizzazione nelle energie rinnovabili e nuovi equilibri nella galassia industriale eugubina

Ubaldo Colaiacovo

Nuovi sviluppi nella complessa vicenda economico-finanziaria legata alla famiglia Colaiacovo. Ubaldo Colaiacovo, amministratore delegato di Colacem, ha deciso di uscire da Ecosuntek, società attiva nella produzione e vendita di energia rinnovabile.

L’operazione segna la fine di una partnership decennale con l’imprenditore Matteo Minelli, con cui Colaiacovo aveva avviato l’iniziativa entrando nel capitale con una quota del 50%. La fuoriuscita riguarda anche altre partecipazioni collegate, tra cui Birra Flea e un impianto fotovoltaico in Romania.

Ecosuntek e la crescita nel mercato energetico

Nel corso degli anni, Ecosuntek ha consolidato la propria posizione nel settore, raggiungendo risultati economici rilevanti con un fatturato superiore al miliardo di euro. Un percorso di crescita che ha portato l’azienda a una fase definita “ottimale”.

La riorganizzazione societaria ha quindi comportato il rafforzamento della posizione di Matteo Minelli, che ora detiene la maggioranza della società. L’assetto azionario vedeva inizialmente una suddivisione tra Colaiacovo e Minelli, con ulteriori quote distribuite tra altri soci e il mercato.

Dettagli dell’operazione e valore economico

L’uscita di Colaiacovo è avvenuta attraverso la società Fin.Doc., con la cessione del 35% delle quote detenute in Ecosuntek, oltre ad altre partecipazioni strategiche. Tra queste figurano:

  • il 50% di Birra Flea
  • il 50% di un impianto fotovoltaico da 3 megawatt in Romania

L’operazione ha generato un incasso complessivo di circa 20 milioni di euro, mentre la società Ecosuntek presenta una capitalizzazione stimata intorno ai 40 milioni.

Rapporti con la vicenda Financo

Nonostante la rilevanza economica dell’operazione, fonti vicine all’ambiente eugubino escludono un collegamento diretto con un’altra partita aperta: la cessione delle quote di Financo, holding del gruppo Colaiacovo.

Tuttavia, il contesto generale suggerisce una fase di forte ridefinizione degli equilibri. Le diverse operazioni in corso appaiono intrecciate, anche se formalmente distinte, in un momento delicato per la governance del gruppo.

La partita sulle quote e gli sviluppi giudiziari

Parallelamente, prosegue la vicenda giudiziaria legata alla gestione societaria. La mancata approvazione di due bilanci consecutivi ha portato a una richiesta di liquidazione, avanzata da Pasquale Colaiacovo.

Nel corso dell’ultima udienza, è stato assicurato che il 25% delle quote oggetto di contesa sarà ceduto in tempi rapidi, indipendentemente dall’esito delle trattative. Tra le ipotesi sul tavolo figurano sia l’esercizio del diritto di prelazione da parte del ramo familiare legato a Carlo Colaiacovo, sia l’ingresso dell’imprenditore Gianluca Vacchi.

Una fase di transizione per il gruppo

L’insieme di queste operazioni evidenzia una fase di profonda trasformazione nella struttura societaria del gruppo Colaiacovo. La cessione delle partecipazioni nel settore energetico rappresenta un passaggio significativo, che potrebbe avere ripercussioni anche su altri asset strategici.

La ridefinizione degli equilibri interni e delle partecipazioni azionarie resta quindi uno degli elementi chiave per comprendere le evoluzioni future della storica realtà industriale umbra.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Lo scalo umbro registra il miglior mese della sua storia: nei primi otto mesi del...
La Regione aumenta da 500 mila a un milione di euro le risorse per il...
In Umbria il credito alle aziende minori resta in calo, mentre il costo del denaro...

Altre notizie