Sedentarietà in umbria, un terzo della popolazione non fa attività fisica

Dati Istat: sport praticato da meno della metà dei cittadini, cresce il numero dei fumatori

In Umbria quasi un terzo della popolazione sopra i tre anni non pratica alcuna attività fisica: è quanto emerge dal report Istat “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol”, riferito all’ultimo anno disponibile. Il dato indica che il 32,1% dei cittadini umbri è sedentario, mentre una quota più ridotta svolge attività sportiva in modo continuativo o occasionale. La rilevazione fotografa la situazione regionale in relazione agli stili di vita, evidenziando criticità ma anche alcuni elementi in linea con la media nazionale.

Entrando nel dettaglio, il 28,6% della popolazione pratica sport con regolarità, mentre il 9,2% lo fa in modo saltuario. A questi si aggiunge un 29,3% che svolge solo qualche attività fisica non strutturata. I dati mostrano quindi come meno della metà degli umbri sia impegnata in attività sportive continuative, confermando una diffusione significativa della sedentarietà.

Sul fronte del peso corporeo, la situazione regionale appare sostanzialmente in linea con il resto del Paese. Tra gli adulti, gli obesi rappresentano l’11,6% della popolazione, dato coincidente con la media nazionale. La quota di persone normopeso è pari al 51,3%, leggermente superiore rispetto al dato italiano, mentre il 33,4% risulta in sovrappeso e il 3,7% sottopeso.

Diverso il quadro per le fasce più giovani, dove emergono indicatori più positivi. Tra bambini e adolescenti tra i 3 e i 17 anni, infatti, il 24% risulta in sovrappeso o obeso, un valore inferiore rispetto alla media nazionale che si attesta al 26%. Di conseguenza, la percentuale di normopeso raggiunge il 76%, due punti sopra il dato italiano.

Un altro elemento rilevato dal report riguarda il consumo di tabacco. In Umbria i fumatori sopra gli 11 anni rappresentano il 22% della popolazione, una percentuale superiore alla media nazionale del 18,6%. Tra questi, la quasi totalità, pari al 98,3%, utilizza sigarette, con una media di circa 11 al giorno.

I dati complessivi evidenziano un quadro articolato, in cui accanto a indicatori in linea con il contesto nazionale persistono alcune criticità, in particolare sul fronte della sedentarietà e del consumo di tabacco. L’analisi Istat mette in evidenza l’importanza degli stili di vita nella prevenzione dei principali fattori di rischio per la salute, sottolineando la necessità di interventi mirati a promuovere attività fisica e comportamenti salutari.

Redazione

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