Perugia e Terni hanno ospitato, in concomitanza con lo sciopero nazionale indetto dalla Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi), i presìdi organizzati da Assostampa Umbria e dall’Ordine regionale dei Giornalisti per chiedere il rinnovo del contratto nazionale dei giornalisti, scaduto da dieci anni. La mobilitazione ha coinvolto cronisti dipendenti, freelance e precari delle due città umbre, uniti nella rivendicazione di condizioni contrattuali aggiornate e di una maggiore tutela della categoria.
La crisi del settore: numeri e rivendicazioni
Al centro della protesta non figurano soltanto le richieste di adeguamento economico, ma la tenuta complessiva del modello industriale dell’editoria. Sindacato e Ordine sostengono che senza un contratto collettivo aggiornato si indebolisce la capacità delle redazioni di affrontare la transizione digitale e di garantire un’informazione indipendente.
I dati citati dai rappresentanti della categoria descrivono un quadro preoccupante: il 60% dei giornalisti non dispone di un contratto stabile, e una quota significativa registra un reddito annuo inferiore ai 15.000 euro. Parallelamente, gli stipendi hanno subito una perdita di oltre il 20% del potere d’acquisto nel corso degli ultimi anni, in un settore segnato dalla crisi delle vendite e da un calo di credibilità presso il pubblico.
I presìdi a Perugia e Terni
A Perugia, il presidio si è tenuto in Piazza Italia con la partecipazione delle vicepresidenti di Assostampa Noemi Campanella e Luana Pioppi, e dei consiglieri Riccardo Milletti e Laura Marozzi. Per l’Ordine dei Giornalisti erano presenti il presidente Luca Benedetti e la vicepresidente Donatella Binaglia. Alla manifestazione hanno portato la propria solidarietà la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, che ha dichiarato la disponibilità a sostenere la rivendicazione, il consigliere regionale Andrea Romizi e il vicepresidente del Consiglio comunale Edoardo Gentili. Hanno aderito anche gli uffici stampa della Giunta regionale, dell’Assemblea legislativa, del Comune di Perugia, delle Province e dell’Università.
A Terni, il presidio di Piazza Tacito è stato coordinato dal presidente di Assostampa Terni Massimiliano Cinque e dal tesoriere dell’Ordine Stefano Cinaglia, affiancati dal consigliere Francesco Petrelli e dalla rappresentante Simona Maggi. Alle iniziative umbre hanno preso parte anche giornalisti delle testate locali del gruppo Citynews, realtà editoriale alle prese con una crisi che ha prodotto licenziamenti in diverse redazioni italiane e un ridimensionamento di orari e compensi anche in Umbria.
Le voci dalla manifestazione
Dal palco di Terni, Cinque e Cinaglia hanno rivolto un appello diretto agli editori: «Agli editori, che hanno definito privilegiati i giornalisti, chiediamo uno scatto di coraggio rimettendosi al tavolo aperto dalla Fnsi oltre un anno fa e accogliendo le richieste del sindacato». I due hanno poi aggiunto: «Non siamo una categoria di privilegiati: il 60 per cento di chi svolge questo lavoro non ha un contratto stabile e spesso ha un reddito che non supera i 15mila euro all’anno. Il rinnovo del contratto è un fattore decisivo per i livelli stipendiali ma anche per la dignità e il rispetto, sia dei giornalisti che dei cittadini, i quali hanno diritto ad un’informazione libera e corretta».
Cinaglia ha inoltre sottolineato come l’Ordine dei Giornalisti partecipi a queste iniziative «nella consapevolezza che la categoria affronta da anni gravissime difficoltà e si trova di fronte all’ennesimo ostacolo che è il rinnovo di un contratto scaduto da ben dieci anni». Cinque ha evidenziato la buona risposta di partecipazione a Terni: «Anche oggi qui siamo un ottimo numero e siamo molto soddisfatti di questo. È una cosa molto importante che interessa tutta la categoria».
Prossimo sciopero il 16 aprile
La mobilitazione non si esaurisce con le manifestazioni già svolte. La Fnsi ha annunciato un nuovo sciopero nazionale dei giornalisti per il 16 aprile, a ulteriore conferma della distanza ancora esistente tra la rappresentanza sindacale e gli editori. Il tavolo negoziale, aperto dalla federazione oltre un anno fa, non ha finora prodotto alcun risultato concreto.
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