Accrocca nuovo vescovo di Assisi: “Francesco è la nostra bomba atomica per la pace”

l presule si insedia nella diocesi umbra il 25 marzo e rilancia il messaggio francescano come risposta alle guerre e allo spopolamento delle aree interne

Monsignor Felice Accrocca è il nuovo vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno. L’insediamento è avvenuto il 25 marzo 2025, giorno dell’Annunciazione, con la celebrazione nella cattedrale di San Rufino, in un momento segnato dall’ottocentenario francescano. Il presule ha raccolto il testimone da monsignor Domenico Sorrentino, che ha guidato le due diocesi per vent’anni fino al raggiungimento dei limiti di età.

Nella sua prima omelia, Accrocca ha indicato nella pace il centro del suo ministero episcopale. “Lavoriamo insieme perché il sogno della pace si avveri”, ha detto rivolgendosi alle autorità civili e religiose presenti in cattedrale. Il riferimento al messaggio di San Francesco d’Assisi è stato immediato e diretto: “Il messaggio di pace di San Francesco è così potente da essere una bomba atomica da diffondere su tutta la terra”.

La forza del messaggio francescano

Nel successivo incontro con i giornalisti, il vescovo ha sviluppato ulteriormente la metafora. “Oggi abbiamo la bomba atomica: è San Francesco d’Assisi. Se riusciamo a provocare la scissione dell’atomo, qualcosa può cambiare”. Una provocazione retorica che punta a sottolineare la potenza trasformativa del carisma francescano, capace secondo Accrocca di sovvertire le logiche del mondo.

“Francesco ha innescato questa forza con la sua vita. Dalla conversione di un uomo è nato tutto quello che vediamo oggi”, ha spiegato il presule. Alla base di questa energia, a suo avviso, stanno scelte radicali e controcorrente: “Se ci muoviamo nei comuni criteri del buon senso umano, non inneschiamo niente. Occorrono scelte evangeliche, a volte paradossali: la non violenza, la povertà“.

Il vescovo ha evocato anche immagini crude legate alla guerra. “Se una deflagrazione può fare quell’effetto su un crocifisso in bronzo, cosa succede nel corpo di un bambino o di un anziano?”. Da qui l’urgenza di “far scoppiare” la forza del Vangelo “prima che scoppino altre bombe atomiche che distruggono le città”. “Ci sono guerre per i quattrini, per il potere”, ha aggiunto.

Un appello ai giornalisti

Nel suo primo incontro con la stampa, monsignor Accrocca ha rivolto un messaggio esplicito ai cronisti presenti. “Non dovete cedere alla tentazione di fare notizia a tutti i costi. È importante dire le cose esatte. Se per arrivare primi si dicono cose non vere, non si fa un buon servizio. Oggi il vostro è un servizio in favore della pace. Assisi è la città della pace e vorrei che tutta la Chiesa si ritrovasse su questo”.

Aree interne: “Non si possono accompagnare a morte”

Il nuovo vescovo ha affrontato con nettezza anche il tema dello spopolamento delle aree interne, uno dei nodi più critici per il territorio umbro. “Non si possono accompagnare a morte le aree interne”, ha dichiarato, ricordando di essere stato tra i promotori di una lettera aperta firmata da 140 vescovi e indirizzata a Parlamento e Governo contro l’abbandono di alcune zone del Paese.

“Se muoiono certe aree, non è che le altre se la passano liscia: un Paese è come un corpo, se una parte sta male, tutto il resto soffre”. Accrocca ha elencato i rischi concreti: dallo spopolamento ai dissesti idrogeologici, fino alla perdita di un patrimonio culturale e artistico diffuso. “Che cosa resta se lasciamo morire i piccoli centri? È un patrimonio che fa grande e bello il Paese”.

Sul piano politico, il presule non ha nascosto la complessità della questione: “Questi problemi non si risolvono in due mesi. Occorrono progetti a lungo termine, ma la politica è spesso condizionata dalla ricerca del consenso immediato”.

Il saluto delle istituzioni

In piazza del Comune ad Assisi, raggiunta a piedi da piazza Santa Chiara, il vescovo è stato accolto dal Gonfalone della città, dal suono della Campana delle Laudi della torre civica e dalle Chiarine comunali. Presenti, tra gli altri, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, il prefetto Francesco Zito e il questore Dario Sallustio.

Il sindaco Walter Stoppini ha definito Assisi “una grande casa, con le porte sempre aperte”, ricordando il percorso condiviso con il predecessore Sorrentino: “Insieme abbiamo vissuto momenti storici, dal centenario francescano alla canonizzazione di Carlo Acutis“. La presidente Proietti ha sottolineato il valore dell’insediamento nell’anno dell’ottocentenario francescano: “La sua guida sarà preziosa per accompagnare un cammino che unisce spiritualità, accoglienza e responsabilità verso le nuove generazioni”.

Il programma di insediamento si completerà il 28 marzo con l’ingresso ufficiale nella diocesi di Foligno.

Redazione

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