La Procura di Spoleto ha concluso le indagini preliminari e ha formalizzato l’accusa di tentato omicidio aggravato da futili motivi a Francesco Maria Castellani, ex dirigente dell’area Lavori pubblici del Comune di Foligno. L’incidente risale al 9 dicembre scorso, quando Castellani ha accoltellato un 39enne folignate al culmine di una lite avvenuta in via Garibaldi. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’aggressore ha agito con l’intento di causare la morte della vittima, infliggendogli delle coltellate all’addome che hanno provocato una ferita profonda, con fuoriuscita dei visceri. Il 39enne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso, dove è stato operato e dimesso con 10 giorni di prognosi.
L’aggressione e le accuse
Secondo la Procura di Spoleto, Castellani ha compiuto un atto deliberato e finalizzato a cagionare la morte del 39enne, utilizzando un coltello di 20 centimetri, con una lama di 9 centimetri di lunghezza. L’aggressione è avvenuta a seguito di una banale discussione in cui, secondo l’accusa, Castellani avrebbe perso il controllo a causa del fatto che l’aggressore non teneva al guinzaglio uno dei suoi cani. Un motivo considerato futile che ha aggravato ulteriormente la situazione, trasformando una discussione in un tentato omicidio.
La reazione dell’avvocato della vittima
L’avvocato della vittima, Alessio Fiacco, ha espresso soddisfazione per la chiusura delle indagini e la conferma delle accuse: “La scelta della Procura di contestare il reato di tentato omicidio conferma quanto abbiamo sempre sostenuto. Non si è trattato di una semplice lite o di un eccesso d’ira, ma di un’aggressione mirata e brutale, in cui il mio assistito ha rischiato seriamente la vita”, ha commentato Fiacco. L’avvocato ha anche aggiunto che la parte civile chiederà giustizia e un risarcimento adeguato per i gravi danni fisici e psicologici subiti dalla vittima.
Gli arresti domiciliari per Castellani
L’ex dirigente del Comune di Foligno, Francesco Maria Castellani, attualmente si trova agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il giudice per le indagini preliminari di Spoleto, Maria Silvia Festa, ha rigettato la richiesta della difesa di revocare o sostituire la misura cautelare, sottolineando il “serio e concreto pericolo di recidiva” e il fatto che la vittima non avesse aggredito o minacciato Castellani in quella occasione né in passato.
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