L’ospedale di Perugia continua a scalare posizioni: ora è nella Top 40 italiana

lk Santa Maria della Misericordia scala oltre 30 posizioni in sei anni nella classifica stilata da Newsweek: eccellenza confermata per il centro Italia

L’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia si consolida tra i migliori nosocomi italiani, conquistando il 32° posto nella classifica “World’s Best Hospitals 2026 – Italy”, stilata da Newsweek in collaborazione con Statista. Il risultato, reso noto nel 2026, assegna alla struttura umbra un punteggio complessivo del 71,89% e certifica una crescita costante che dura da oltre un lustro.

Il dato più significativo è quello longitudinale: nel 2020 l’azienda ospedaliera del capoluogo umbro occupava il 63° gradino della medesima graduatoria. Da allora, la risalita è stata progressiva e ininterrotta, con un guadagno complessivo di oltre trenta posizioni in sei anni. Nel report 2025 la struttura si attestava al 36° posto con uno score del 72,58%; il balzo odierno di ulteriori quattro posizioni conferma che la traiettoria ascendente non si è esaurita.

La metodologia dell’indagine di Newsweek — giunta alla settima edizione su scala globale — si basa su criteri rigorosi e multidimensionali: qualità delle cure erogate, produzione di ricerca scientifica e feedback post-ricovero dei pazienti, raccolti attraverso sondaggi condotti tra oltre 85.000 esperti sanitari in tutto il mondo. Si tratta di uno degli strumenti di valutazione più autorevoli a livello internazionale per il settore ospedaliero.

Le dichiarazioni raccolte a margine della pubblicazione del ranking tratteggiano un quadro di soddisfazione trasversale. Antonio D’Urso, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, ha attribuito il risultato «alla dedizione e allo spirito d’innovazione dei nostri professionisti», sottolineando come il riconoscimento posizioni l’ospedale «come un’eccellenza non solo per il centro Italia, ma per l’intero Paese».

Sul fronte accademico, il rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, ha evidenziato il valore dell’integrazione tra ateneo e struttura ospedaliera: «Formazione, ricerca e assistenza devono crescere insieme. L’università mette le proprie competenze al servizio della comunità». Un richiamo alla sinergia tra attività clinica e produzione scientifica che rappresenta, secondo gli addetti ai lavori, uno dei fattori strutturali alla base dei risultati ottenuti.

Anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha commentato il piazzamento, definendo il 32° posto «uno stimolo potente per una sanità sempre più efficiente e vicina ai bisogni dei pazienti». Le parole della governatrice inquadrano il risultato non come punto d’arrivo, ma come leva per ulteriori miglioramenti nell’intero sistema sanitario regionale.

Il posizionamento dell’ospedale perugino acquista ulteriore rilievo se confrontato con l’andamento dell’altro grande nosocomio umbro. Il Santa Maria di Terni, infatti, scivola quest’anno al 108° posto con il 67,21%, perdendo nove posizioni rispetto all’edizione precedente e uscendo dalla top 100 nazionale. Il divario tra i due ospedali umbri si attesta oggi a 76 posizioni, un solco che riflette dinamiche di sviluppo profondamente differenti all’interno dello stesso sistema sanitario regionale.

Il ranking Newsweek “World’s Best Hospitals” rimane uno dei parametri di riferimento più citati nel dibattito sulla qualità ospedaliera, tanto per le istituzioni quanto per i pazienti che si trovano a scegliere dove ricevere cure specialistiche.

Redazione

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