Caso Fentanyl, Borgorete risponde: “Il nostro lavoro di 50 anni non può essere offuscato”

La cooperativa perugina sottolinea la propria attività a favore dei più fragili e critica l'attenzione mediatica eccessiva su un fatto circoscritto

La cooperativa Borgorete di Perugia interviene a seguito dell’iscrizione nel registro degli indagati di tre delle sue persone a proposito del caso Fentanyl, facendo alcune precisazioni e rivendicando l’importanza del lavoro svolto sul territorio da quasi 50 anni, in particolare a favore delle persone più fragili.

In una nota ufficiale, la cooperativa ha voluto chiarire che solo tre persone sono indagate in relazione a un’inchiesta che riguarda la rivelazione di informazioni sensibili sugli utenti dei servizi forniti dalla cooperativa. Due degli indagati, spiegano da Borgorete, hanno lavorato per l’organizzazione fino al 2024, quando sono usciti per motivi personali che non hanno alcuna connessione con la vicenda in corso. La terza persona coinvolta, una coordinatrice stimata, ha appreso della propria posizione “prima dai giornali” e intende difendersi nelle sedi appropriate, affermando che le sue ragioni saranno portate avanti con chiarezza e accuratezza.

La cooperativa si difende e ribadisce il proprio impegno

Borgorete precisa inoltre che l’organizzazione e i suoi amministratori non sono coinvolti nell’indagine, ma esprime delusione per l’esposizione mediatica che ha generato un’ombra profonda sulla cooperativa stessa. Nonostante ciò, la cooperativa coglie l’occasione per sottolineare l’importanza del servizio coinvolto, parte integrante della rete di prossimità e riduzione del danno collegata al Ser.T. perugino da oltre 25 anni, rivolta principalmente a persone in estrema povertà, dipendenze e con problemi di salute mentale.

Un impegno continuo a favore delle persone fragili

Borgorete gestisce circa 40 servizi e progetti sul territorio, con un impiego di oltre 250 operatori, tra cui educatrici, psicologi, assistenti sociali e OSS, e si occupa di numerosi ambiti, tra cui infanzia, giovani, disabilità, salute mentale, dipendenze, housing sociale, emergenze sociali e tratta di esseri umani. La cooperativa si rivolge a più di 2.600 beneficiari diretti e alle loro famiglie, realizzando quotidianamente migliaia di atti di cura e vicinanza verso le persone vulnerabili.

Critica alla copertura mediatica

Tuttavia, Borgorete esprime amarezza per il trattamento mediatico che ha ricevuto la vicenda. Pur riconoscendo l’equilibrio di alcune testate, la cooperativa critica i toni sensazionalistici che hanno amplificato un fatto circoscritto e datato. In risposta a ciò, Borgorete invita i propri operatori e le altre realtà simili sul territorio a non lasciarsi scoraggiare. “Attenti alla foresta che cresce piuttosto che al rumore di un ramo che cade”, ha concluso la cooperativa, esortando a continuare la propria azione con silenzio e dedizione verso la comunità.

Redazione

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