La campagna referendaria per il No alla riforma costituzionale sulla magistratura entra nel vivo in provincia di Perugia, dove associazioni della società civile, organizzazioni sindacali e forze politiche hanno dato vita a un coordinamento unitario in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Il Comitato Società civile per il No al referendum di Perugia, costituito a fine gennaio, si è presentato pubblicamente mercoledì 4 febbraio nel corso di un incontro aperto alla cittadinanza svoltosi presso il palazzo della Provincia, annunciando decine di iniziative già programmate sull’intero territorio.
A illustrare composizione, obiettivi e linee di attività del comitato sono stati il segretario Andrea Marconi, la portavoce Alessandra Lecce e il coordinatore Mauro Volpi, costituzionalista, già professore universitario di diritto costituzionale, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia e membro laico del Consiglio superiore della Magistratura. Il comitato nasce con l’intento dichiarato di contrastare la riforma, ritenuta dagli aderenti lesiva dell’equilibrio costituzionale e non rispondente alle esigenze concrete dei cittadini.
Nel corso della presentazione, Mauro Volpi ha sottolineato come, secondo il comitato, la riforma non affronti i problemi più avvertiti nel sistema giudiziario, a partire dalla durata dei processi e dall’efficienza degli uffici giudiziari. Entrando nel merito dei contenuti, Volpi ha affermato che “le garanzie del diritto alla difesa sarebbero compromesse dal distacco dai giudici dei pubblici ministeri”, che verrebbero trasformati in “avvocati della polizia” con l’obiettivo prioritario del rinvio a giudizio e della condanna degli imputati.
Secondo il costituzionalista, la riforma determinerebbe inoltre lo smantellamento del governo autonomo della magistratura, struttura considerata una garanzia di indipendenza dai poteri politici. Tale assetto verrebbe sostituito, ha spiegato, da tre organi separati e privi di competenze comuni, non più in grado di assicurare una giustizia uguale per tutti. Un ulteriore elemento critico riguarda il meccanismo di selezione dei magistrati, che non sarebbero più eletti dall’intero corpo giudiziario ma sorteggiati, risultando così, secondo Volpi, non rappresentativi, non responsabili verso i cittadini e maggiormente esposti a condizionamenti politici e interessi privati. “L’indebolimento della magistratura sarebbe solo il primo passo contro la Costituzione”, ha concluso, paventando uno squilibrio tra i poteri e un pregiudizio per i diritti fondamentali.
Dal canto suo, Alessandra Lecce ha evidenziato come il comitato sia già composto da numerose realtà associative e politiche del territorio provinciale, con adesioni in costante aumento, comprese quelle di singoli cittadini ed esperti del settore, tra cui avvocati, magistrati e docenti universitari. L’obiettivo dichiarato è rendere comprensibile e accessibile a tutti una materia complessa come la riforma della Giustizia, promuovendo una diffusa informazione e una partecipazione consapevole al voto referendario. Secondo Lecce, se la riforma dovesse essere approvata, la Giustizia rischierebbe di trasformarsi in un potere concentrato nelle mani di pochi, esposto a interessi forti e convenienze politiche, con un impatto diretto sui soggetti più deboli e vulnerabili.
Durante l’incontro sono state annunciate numerose iniziative pubbliche in tutte le città della provincia per illustrare i contenuti della riforma e le ragioni del No. Tra i relatori previsti figurano esponenti politici di rilievo nazionale come Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi, oltre al segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma. L’attività del comitato si articolerà attraverso assemblee, incontri informativi e momenti di confronto, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico ampio e trasversale.
Le prime adesioni al Comitato Società civile per il No comprendono, tra gli altri: Anpi, Acli, Libera Umbria, Cgil, Arci, Legambiente, Uisp, oltre a forze politiche come Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra italiana Avs e Rifondazione comunista, e numerose associazioni studentesche e culturali. Sul piano territoriale risultano già costituiti comitati locali a Passignano, Magione, Castiglione del Lago, Città della Pieve e Val Nestore nell’area del Trasimeno, a Città di Castello, Umbertide, Gubbio e San Giustino/Citerna in Alta Umbria, oltre a Foligno e Spoleto, mentre altri comitati sono in fase di formazione.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.