Omicidio Piampiano: Piero Fabbri condannato a 4 anni e 2 mesi

Piero Fabbri, responsabile della morte del 24enne durante una battuta di caccia, è stato condannato a una pena che include anche una provvisionale risarcitoria di 150 mila euro

Il giudice per l’udienza preliminare di Firenze, Fabio Gugliotta, ha condannato Piero Fabbri, il muratore che l’11 gennaio 2023 ha ucciso Davide Piampiano durante una battuta di caccia al cinghiale nel fosso delle Carceri, sul monte Subasio, a quattro anni, due mesi e venti giorni di carcere, come da richiesta della procura. La condanna è stata emessa il 22 dicembre con la disposizione di una provvisionale risarcitoria complessiva di 150 mila euro: 70 mila euro destinati ai genitori della vittima, 50 mila euro per la sorella Valeria Piampiano, e 30 mila euro per le due zie che si sono costituite parte civile. Ne riferisce Umbria24.

La morte di Davide Piampiano, un giovane di 24 anni, è avvenuta durante una battuta di caccia che ha avuto tragiche conseguenze. La Procura aveva inizialmente contestato il reato di omicidio colposo, chiedendo una condanna di quattro anni per Fabbri. L’imputato era stato inizialmente accusato di omicidio volontario con dolo eventuale, poi ritenuto responsabile di delitto colposo dopo le indagini. Fabbri, che nel gennaio 2023 era stato arrestato e in seguito rilasciato, non era presente in aula al momento della lettura della sentenza. Nel luglio scorso, la sua richiesta di patteggiamento a tre anni di carcere (da scontare fuori dal carcere con lavori di pubblica utilità) era stata rigettata.

Il processo si è svolto in Toscana, poiché la madre della vittima è un giudice onorario presso il tribunale di Spoleto. La decisione di non accogliere la richiesta di omicidio volontario, ma di optare per una condanna per omicidio colposo, ha suscitato diverse reazioni. Franco Matarangolo, il legale di parte civile, ha commentato con una certa soddisfazione moderata la sentenza, affermando che “è stata esaminata in maniera approfondita la questione”, pur non avendo accolto la richiesta di dolo eventuale. Tuttavia, è stato riconosciuto il carattere grave della condotta, con una pena che si avvicina ai limiti massimi.

Inoltre, il legale ha sottolineato che è stata accolta la richiesta di far tornare gli atti al pubblico ministero per l’eventuale contestazione del reato di omissione di soccorso aggravato dall’evento morte, un aspetto che potrebbe avere ulteriori sviluppi nelle prossime fasi processuali.

Redazione

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