L’Umbria è una regione strutturalmente fragile, caratterizzata da una morfologia complessa, un elevato numero di piccoli Comuni e dalle conseguenze ancora presenti di eventi sismici e crisi economiche. In questo contesto, la proposta della presidente della Regione Stefania Proietti di estendere la Zes (Zona economica speciale) a tutto il territorio umbro trova l’appoggio convinto di Anci Umbria.
A intervenire è stato Federico Gori, presidente dell’associazione dei Comuni umbri, che ha definito l’attuale impostazione come potenzialmente divisiva, con il rischio di creare squilibri tra territori vicini. Attualmente, infatti, solo 37 Comuni su 92 rientrano nelle aree che possono usufruire del credito d’imposta previsto dalla Zes, con una popolazione coinvolta di circa 405mila abitanti, secondo quanto stabilito dalla delibera regionale n. 961 del 2021.
“Un’esclusione di questo tipo – ha spiegato Gori – genera sperequazioni tra imprese limitrofe e limita la capacità dell’Umbria di attrarre investimenti. Il nostro appello è per un’estensione totale della Zes a tutti i Comuni, così da creare le condizioni per una crescita omogenea e sostenibile”.
Il nodo principale riguarda l’accesso agli incentivi fiscali, che oggi risulta disomogeneo. Alcune imprese operano in zone ammissibili, mentre altre, magari situate nei Comuni confinanti, ne sono escluse. Questo genera criticità evidenti in termini di competitività, rendendo difficile pianificare strategie di sviluppo efficaci. Per Gori, la proposta di una Zes regionale completa non rappresenta una scelta politica, ma una necessità strutturale per affrontare le debolezze del sistema produttivo e infrastrutturale dell’Umbria.
Le agevolazioni previste dalla normativa Zes variano in base alla dimensione delle imprese: si parla di un 15% di credito d’imposta per le grandi aziende, 25% per le medie e 35% per le piccole, applicabile su investimenti compresi tra 200mila e 100 milioni di euro. Per il 2025, le risorse assegnate a Umbria e Marche rientrano nello strumento delle Zone logistiche semplificate, con 110 milioni di euro a disposizione. A partire dal 2026, le due regioni verranno incluse nel plafond nazionale, insieme alle aree del Sud e all’Abruzzo, con fondi stimati in 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 700 milioni per il 2028.
Secondo Anci Umbria, la sfida non è solo economica ma anche sociale e territoriale. L’obiettivo è costruire una visione unitaria di sviluppo che non lasci indietro alcun Comune e che sia capace di rendere l’Umbria attrattiva e competitiva, evitando che si acuiscano differenze già esistenti tra le varie aree.
“Ci mettiamo a disposizione del percorso tracciato dalla presidente Proietti – ha concluso Gori – perché riteniamo che solo una Zes che abbracci tutta l’Umbria possa generare benefici concreti per imprese, cittadini e amministrazioni. È il momento di investire in uno sviluppo equo e coerente con le caratteristiche del territorio”.
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