Caso di scabbia alla scuola San Paolo di Perugia: profilassi in atto per studenti e famiglie

La Usl Umbria 1 conferma un episodio segnalato il 27 ottobre. Le autorità sanitarie invitano alla sorveglianza attiva, ma rassicurano: nessun allarme, attuate tutte le misure preventive

È stato segnalato un caso di scabbia presso la scuola secondaria di primo grado San Paolo di Perugia, e sono immediatamente partite le misure di profilassi previste dai protocolli sanitari. L’episodio è stato notificato alla Usl Umbria 1 il 27 ottobre, e i servizi sanitari hanno già attivato le azioni di contenimento e trattamento per l’alunno coinvolto e i suoi contatti stretti. La scuola conta oltre 650 studenti distribuiti in dieci sezioni, tutti coinvolti nelle operazioni di controllo e prevenzione.

La dirigente scolastica Valentina Ciacca ha confermato l’arrivo della comunicazione da parte delle autorità sanitarie, sottolineando come l’istituto si sia mosso con tempestività e trasparenza, inviando informative a tutte le famiglie. La profilassi è già in corso, e l’Usl ha voluto rassicurare genitori e personale scolastico: le probabilità di trasmissione sono ridotte, ma l’attenzione resta alta. I genitori sono stati invitati a monitorare eventuali sintomi come prurito persistente o lesioni cutanee nei propri figli, con un periodo di incubazione che può raggiungere le quattro settimane.

Secondo quanto riportato da Cristina Lavorgna, responsabile del centro di salute Perugia centro, l’attivazione immediata delle misure preventive è avvenuta in linea con le disposizioni regionali. “Non si può escludere del tutto il rischio, ma la trasmissione della scabbia richiede contatti prolungati, dunque le probabilità di contagio in ambito scolastico rimangono basse”, ha spiegato Lavorgna.

Il contesto regionale, tuttavia, pone alcuni segnali d’allarme. I dati forniti dalle autorità sanitarie umbre indicano un incremento costante dei casi post-pandemia, con centinaia di episodi registrati ogni anno solo nella Usl Umbria 1. A livello nazionale, la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (SIDeMaST) ha evidenziato un aumento del 750% tra il 2020 e il 2023 in alcune aree del Paese. Le cause? Secondo gli esperti, l’isolamento durante i lockdown, condizioni igienico-sanitarie precarie e la ripresa del turismo di massa avrebbero contribuito in modo significativo alla diffusione della parassitosi.

Uno studio pubblicato nel 2025 su Infectious Diseases of Poverty ha inoltre individuato nel Lazio una “minaccia emergente di salute pubblica”, legata alla crescita dei casi di scabbia. L’incremento sarebbe stato favorito anche da una crescente resistenza dell’acaro della scabbia alla permetrina, il farmaco maggiormente utilizzato per il trattamento. Studi internazionali riportano mutazioni del parassita in grado di neutralizzare l’effetto del principio attivo, con prime segnalazioni in Germania già nel 2017 e successiva diffusione anche in Italia.

Il fenomeno coinvolge in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione: bambini e adolescenti (a causa dell’elevata frequenza di ambienti comunitari), anziani ricoverati, persone in condizioni di disagio sociale o abitativo. Nella sola Umbria, ad esempio, sono stati segnalati 11 casi nelle strutture carcerarie: sette nel carcere di Capanne a Perugia, due a Terni e due a Orvieto, tutti gestiti con l’applicazione immediata delle misure di contenimento.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Altre notizie