Fabriano in lutto per la morte di Hekuram Cumani, funerali partecipatissimi

Cattedrale di San Venanzo gremita ai funerali del 23enne: il parroco lancia un accorato appello contro la violenza, mentre proseguono le indagini sull’omicidio

Hekran Cumani

Si sono svolti ieri nella cattedrale di San Venanzo, a Fabriano, i funerali di Hekuran Cumani, il 23enne di origine albanese ucciso all’alba di sabato scorso nel parcheggio del dipartimento di Matematica a Perugia. La bara bianca, circondata da fiori, ha raccolto l’affetto di familiari, amici e di molti cittadini che hanno voluto rendere omaggio al giovane. All’uscita della chiesa, palloncini bianchi hanno accompagnato il feretro, in una scena carica di commozione che ha raccolto l’intera comunità.

Un’omelia di dolore e di indignazione

Nell’omelia il parroco della cattedrale non ha nascosto dolore e indignazione. Rivolgendosi soprattutto ai giovani e alla comunità, ha denunciato il “non senso” della morte e della violenza gratuita: “Sopprimere una vita, non avere rispetto per una vita vuol dire che sono venuti meno molti valori”, ha affermato, ricordando quei principi di convivenza civile che permettono agli uomini di vivere senza annientarsi a vicenda. Il sacerdote ha lanciato anche un appello alla responsabilità e alla riflessione, richiamando il valore condiviso della vita e il riferimento alla fede come senso dell’esistenza.

I contorni della tragedia e lo stato delle indagini

Le indagini sull’omicidio proseguono sotto la direzione della Procura di Perugia. Secondo quanto ricostruito finora, la vittima è stata raggiunta da una sola coltellata al cuore e a un polmone, ferita che non le ha lasciato scampo. L’aggressione è avvenuta nel corso di una lite scoppiata tra due gruppi di giovani fuori da un locale, al termine di un venerdì universitario.

Nel fascicolo degli inquirenti figura il nome di un ventunenne di origini magrebine, ritenuto appartenente al gruppo dei perugini coinvolti nella rissa. Della comitiva proveniente dalle Marche facevano parte Hekuran e il fratello minore Samuele, quest’ultimo ferito poco prima all’addome da una coltellata alla coscia. I particolari dell’accaduto restano parziali e sono in corso accertamenti per ricostruire dinamiche, responsabilità e moventi.

Una comunità che reclama verità e giustizia

Fabriano, scossa dalla tragedia, si è stretta intorno alla famiglia del giovane in un mix di dolore e attesa di verità. Le parole del parroco hanno espresso il disagio di chi vede venir meno i valori di cui la società ha bisogno: rispetto, convivenza civile e responsabilità. La città ha risposto in massa al richiamo del lutto, testimoniando la necessità di fare luce su quanto accaduto e di trovare risposte che permettano ai familiari di Hekuran di ottenere giustizia.

Redazione

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