Inquinamento, Perugia migliora ma i progressi sono troppo lenti

Nel nuovo rapporto di Legambiente e Il Sole 24 Ore, le città umbre mostrano performance ambientali ancora deboli: Perugia risale al 38° posto, mentre Terni scivola al 60°

Il nuovo “Rapporto Ecosistema Urbano 2025”, redatto da Legambiente e anticipato da Il Sole 24 Ore, fotografa la qualità ambientale delle città italiane attraverso 19 indicatori che spaziano dall’aria all’acqua, dai rifiuti alla mobilità, fino a energia e uso del suolo.

Perugia e Terni, le due principali città umbre, continuano a non brillare sul fronte della sostenibilità urbana, pur con andamenti divergenti: Perugia guadagna due posizioni rispetto al 2024, salendo al 38° posto con un punteggio di 59,32; Terni invece arretra di 15, passando dal 45° al 60° posto, con un punteggio complessivo di 53,9.

Perugia: piccoli progressi, ma luci e ombre

Perugia migliora leggermente la sua performance generale, ma resta lontana dalle prime posizioni nazionali.

Tra i risultati più incoraggianti spiccano la 16ª posizione per l’ozono e la 15ª per il verde totale, segno di una buona dotazione di aree naturali. Bene anche gli alberi urbani (20ª posizione) e il biossido di azoto (31ª), mentre permangono criticità nella dispersione idrica (56ª) e nel tasso di motorizzazione (95ª), tra i più alti d’Italia.

Sul fronte dei rifiuti, Perugia si colloca al 76° posto per la quantità prodotta, ma al 38° per la raccolta differenziata. Ancora insufficienti, invece, le prestazioni nella mobilità sostenibile: le piste ciclabili la relegano alla 68ª posizione e le isole pedonali alla 56ª.

Un quadro che, seppur con qualche segnale di miglioramento, conferma la necessità di politiche ambientali più incisive per ridurre traffico e inquinamento.

Per Terni il rapporto evidenzia un netto peggioramento: la città perde 15 posizioni nella classifica generale, attestandosi al 60° posto.

L’Umbria tra potenzialità e ritardi

Nel confronto con le altre regioni, l’Umbria mostra buone potenzialità ma progressi troppo lenti. La performance di Perugia indica che investire in verde urbano e gestione dei rifiuti può dare risultati concreti, mentre il caso di Terni mette in luce come inquinamento atmosferico e mobilità non sostenibile continuino a penalizzare la qualità della vita.

In attesa della pubblicazione completa del rapporto, il messaggio è chiaro: le città umbre devono accelerare la transizione ambientale, puntando su trasporti pubblici efficienti, riduzione del traffico e rigenerazione urbana sostenibile.

Redazione

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