Casa occupata a Foligno, famiglia sinti aggredisce troupe di Mediaset

Nuovo episodio di violenza contro i giornalisti, l'Ordine dei Giornalisti dell’Umbria esprime solidarietà e denuncia l'intimidazione della stampa

Un nuovo capitolo nella vicenda della casa occupata a Foligno è stato trasmesso lunedì sera durante la puntata della trasmissione “Fuori dal Coro” su Rete4. La troupe della trasmissione, composta dalla giornalista e dal cameraman, è stata aggredita dai membri di una famiglia sinti che occupa una casa in via Piave. Il gruppo stava seguendo il caso della proprietaria anziana che, nelle scorse settimane, aveva denunciato l’occupazione dell’immobile.

Il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, aveva già firmato un’ordinanza di sgombero, dopo che la Usl 2 aveva certificato che gli ambienti in cui viveva la famiglia erano insalubri. La troupe si è quindi recata nuovamente davanti alla casa per chiedere spiegazioni alla famiglia sinti sul motivo per cui non se ne fossero ancora andati, annunciando l’arrivo sul posto della proprietaria dell’immobile.

La reazione dei membri della famiglia è stata violenta. Secondo quanto riportato dalla giornalista, “alcuni componenti della famiglia hanno aggredito fisicamente sia la giornalista che il cameraman, insultandoli e minacciandoli”. L’incidente ha generato attimi di panico e ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, con i carabinieri che sono giunti sul posto per riportare la calma.

Questo episodio si inserisce in un contesto di violenza e intimidazione che ha caratterizzato anche altre azioni legate alla vicenda. La settimana precedente, infatti, la stessa famiglia era stata denunciata per aver minacciato un edicolante della zona che esponeva le locandine dei quotidiani locali con titolazioni riferite al caso della casa occupata.

L’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, come già accaduto in precedenza, ha condannato fermamente l’aggressione alla troupe, esprimendo solidarietà piena a tutti gli operatori coinvolti. Nel suo comunicato, l’Ordine ha sottolineato: “Denunciamo l’ennesimo attacco all’informazione in un contesto generale di intimidazione della categoria, che sembra ormai pericolosamente tollerato in Umbria”.

L’Ordine ha continuato, affermando che “questa vicenda non è un caso isolato”, facendo riferimento all’aumento dei rischi per i giornalisti, in un clima che potrebbe compromettere la libertà di stampa nella regione.

 

 

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Redazione

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