Una cittadina rumena di 34 anni, latitante da oltre dodici mesi, è stata arrestata a Bucarest lo scorso 7 ottobre grazie a una complessa operazione di cooperazione internazionale. La donna era destinataria di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura Generale di Perugia per reati gravi connessi allo sfruttamento della prostituzione.
Secondo le autorità italiane, i fatti contestati risalgono al biennio 2013-2014 e riguardano attività criminali condotte nel territorio perugino. L’indagata, in concorso con altri complici, avrebbe reclutato giovani donne provenienti dall’estero per inserirle nel circuito della prostituzione stradale una volta giunte in Italia. L’organizzazione, strutturata e ben organizzata, gestiva ogni fase: dall’arrivo delle ragazze all’assegnazione delle zone di attività, fino alla logistica e al controllo delle prestazioni. Gli sfruttatori trattenevano una parte significativa dei guadagni.
L’individuazione della fuggitiva è stata possibile grazie alla sinergia tra più organismi internazionali e nazionali. L’Ufficio S.D.I. della Procura Generale di Perugia ha operato in stretta collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione S.I.Re.N.E. di Roma e le autorità di polizia rumene. A fornire un elemento decisivo per le indagini è stato l’ex convivente della donna, un cittadino italiano residente a Gualdo Cattaneo. L’uomo aveva sporto denuncia per sottrazione di minore, dopo che la 34enne aveva lasciato il Paese con il figlio avuto dalla coppia, senza alcuna autorizzazione del padre.
L’arresto è avvenuto a Bucarest per mano della Poliția Română, che ha agito su precise indicazioni fornite dalla rete investigativa. La donna si trova ora in attesa di estradizione verso l’Italia, dove dovrà scontare una pena residua di quattro anni e tre mesi di reclusione.
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