Blitz della Polizia Penitenziaria a Capanne: sequestrati sei telefoni cellulari

Operazione della Polizia Penitenziaria il 24 settembre: erano nascosti anche negli scarichi. Il SAPPE elogia l’impegno degli agenti

carcere di capanne

Un’importante operazione condotta dalla Polizia Penitenziaria di Perugia ha portato al sequestro di sei telefoni cellulari all’interno del carcere di Capanne, durante una perquisizione straordinaria avviata nel pomeriggio del 24 settembre 2025 e proseguita fino alle prime ore del giorno successivo.

L’attività è stata effettuata con estrema precisione e professionalità, come dimostrato anche dal ritrovamento di uno degli smartphone occultato all’interno degli scarichi. Per il recupero del dispositivo è stato necessario l’intervento di personale tecnico specializzato. Tutti i telefoni rinvenuti erano accompagnati da SIM attive, strumenti che, secondo quanto ribadito dagli inquirenti, possono rappresentare una minaccia concreta sia per la sicurezza interna dell’istituto sia per l’ordine pubblico esterno.

Strumenti pericolosi in mano ai detenuti

La presenza di dispositivi mobili all’interno di un carcere viene considerata un rischio elevato per la sicurezza, in quanto consente comunicazioni non autorizzate, potenziali intimidazioni e la gestione di attività illecite anche dall’interno delle strutture detentive. Per questo motivo, il sequestro dei sei smartphone è stato accolto con particolare soddisfazione dagli operatori penitenziari.

Il plauso del SAPPE

Il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha espresso in una nota “grande apprezzamento per l’operato delle donne e degli uomini in servizio a Capanne”, sottolineando l’importanza di interventi di questo tipo per garantire la sicurezza dell’intero sistema penitenziario.

Nel comunicato, il SAPPE ha evidenziato le difficoltà quotidiane affrontate dal personale, costretto a operare in condizioni di cronica carenza di organico e in un contesto dirigenziale definito “spesso miope rispetto alle reali esigenze operative”. Nonostante queste criticità, gli agenti continuano a distinguersi per senso del dovere, spirito di sacrificio e risultati concreti.

Una questione nazionale

L’episodio di Capanne si inserisce in un contesto più ampio, che vede la diffusione dei telefoni cellulari nelle carceri italiane come una delle emergenze più delicate per l’Amministrazione Penitenziaria. Negli ultimi anni, infatti, sono aumentati i casi di introduzione illecita di dispositivi elettronici negli istituti, talvolta lanciati dall’esterno, altre volte introdotti durante le visite.

La Polizia Penitenziaria continua a richiedere strumenti più efficaci e innovativi per contrastare questi fenomeni, come dispositivi di rilevamento avanzati e misure più severe per la detenzione e l’uso improprio di tecnologie all’interno delle strutture carcerarie.

Redazione

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