Guadagna su OnlyFans ma senza pagare le tasse, trentacinquenne umbra nei guai

ltre 64mila euro non dichiarati in tre anni: scatta la verifica della guardia di finanza

Guardia di finanza

Una donna di 35 anni, residente tra Foligno e Spoleto, è finita sotto la lente della guardia di finanza per una presunta evasione fiscale legata alla sua attività su OnlyFans. Secondo le autorità, la content creator avrebbe omesso di dichiarare circa 64mila euro di compensi derivanti dalla produzione e diffusione di contenuti per adulti sulla nota piattaforma. Ne riferisce Il Messaggero.

L’accertamento fiscale, svolto dalla Compagnia delle fiamme gialle di Spoleto, ha rivelato incongruenze nei redditi percepiti dalla donna, titolare di un profilo attivo su OnlyFans, piattaforma attraverso la quale gli utenti possono accedere a foto, video, chat e dirette a pagamento. L’indagine ha preso il via nell’ambito di un più ampio monitoraggio avviato per intercettare casi di evasione online.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe incassato diverse migliaia di euro attraverso un’attività considerata del tutto lecita, ma che, come ogni altro lavoro autonomo, è soggetta alla dichiarazione dei redditi e al versamento delle imposte. Tuttavia, tra il 2020 e il 2023, non tutti gli importi percepiti sarebbero stati correttamente registrati e tassati, portando a un’evasione stimata di circa 50mila euro.

A questa cifra si sommano ulteriori 14mila euro relativi alla cosiddetta “tassa etica”, un’addizionale del 25% prevista per chi produce e commercializza materiale pornografico o contenuti che incitano alla violenza. Tale imposta, chiarisce l’Agenzia delle entrate, si applica anche alle attività che operano nel settore dell’intrattenimento per adulti, anche quando svolte tramite internet o da remoto.

La verifica fiscale non ha fatto emergere profili penali a carico della donna, ma la posizione fiscale rimane da regolarizzare. Sarà ora compito dell’Agenzia delle entrate valutare l’entità delle sanzioni amministrative da applicare. In particolare, l’attenzione si concentra sulla mancata dichiarazione di compensi che, anche se generati online e da casa, rientrano a pieno titolo tra i redditi da lavoro autonomo, soggetti alla normativa fiscale vigente.

L’indagine ha sottolineato un principio fondamentale: l’attività virtuale non esime dagli obblighi fiscali reali. Il lavoro della content creator, infatti, comporta guadagni diretti da parte degli utenti, i quali vanno regolarmente fatturati come in qualsiasi altra professione. La facilità con cui è possibile avviare e gestire un profilo su piattaforme come OnlyFans ha probabilmente contribuito a sottovalutare gli aspetti normativi e fiscali da parte di alcuni operatori del settore.

Redazione

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