A dieci giorni dalla tragedia che ha colpito la famiglia Capaldini, un nuovo episodio criminale ha riacceso il dolore e i sospetti. La sera di venerdì scorso, l’abitazione di Simona, figlia di Giuseppe Capaldini – il 68enne morto d’infarto dopo aver trovato la sua casa devastata dai ladri – è stata presa di mira da ignoti malviventi, che si sono introdotti forzando una finestra e hanno lasciato una chiara traccia: un’impronta insanguinata. Ne dà conto Il Messaggero.
L’allarme è stato lanciato dal compagno di Simona, Alessio, rientrato nell’abitazione di San Giacomo, a pochi chilometri da via Norcia, a Spoleto, dove si era verificato il precedente furto. “Quando ho visto il caos, ho subito capito che era successo qualcosa di grave – ha raccontato – ma il pensiero è andato subito a Simona e a come dirglielo“.
La dinamica sembra ricalcare quella dell’incursione precedente. I ladri hanno rotto una finestra per entrare e presumibilmente per uscire, lasciando le stanze devastate e portando via oggetti di scarso valore: una Playstation, un orologio e un profumo. Non sono stati toccati oggetti più ingombranti, come il televisore del salotto, mentre un altro più piccolo è stato smontato e poi abbandonato tra i vestiti.
Ma ciò che ha sconvolto maggiormente la coppia è il forte sospetto che dietro a entrambi gli episodi possano esserci le stesse mani. “Ho la terribile sensazione che siano tornati – ha detto Simona – e non riesco a capire se per caso o per sfregio. Mi sento come se avessero colpito due volte la stessa ferita”. A rafforzare i dubbi, l’impronta di un dito insanguinato trovata sulla finestra, ora al vaglio dei carabinieri.
Nel momento dell’irruzione, in casa era presente anche il cane di famiglia, una femmina di taglia media di nome Birba, nota per essere diffidente con gli estranei. Quando Alessio è rientrato intorno alle 18.30, ha inizialmente pensato che il disordine fosse stato causato dall’animale, che aveva anche rigettato sul pavimento. Solo successivamente ha realizzato che si trattava di un vero e proprio furto.
Simona è distrutta dal dolore e dalla rabbia. “Le cose materiali non mi interessano – ha detto – ma questi ladri mi hanno tolto mio padre. Ora temo che ci sia un disegno dietro tutto questo, e non riesco a darmi pace”.
I carabinieri, giunti sul posto per i rilievi, stanno cercando di risalire all’identità dei responsabili grazie all’impronta trovata, che potrebbe fornire elementi utili per associare i due episodi e aprire nuovi scenari investigativi. Anche in questo caso, la casa colpita è stata l’unica a essere presa di mira nella zona, come già avvenuto dieci giorni prima.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Spoleto, puntano a chiarire se il nuovo furto sia stato frutto di una coincidenza o di una volontà deliberata, in un contesto che ha lasciato una famiglia già segnata da un lutto improvviso, nuovamente devastata.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.