Spoleto, sequestrati 140 grammi di hashish in carcere: il Sappe Umbria denuncia carenze di personale

Operazione antidroga alla Casa di Reclusione di Spoleto: gli agenti intercettano un pacco con 140 grammi di hashish. Il Sappe Umbria elogia il lavoro dei poliziotti ma lancia l’allarme: “Personale ridotto, sicurezza a rischio”.

. Nella giornata di giovedì 22 agosto 2025, gli agenti del Reparto di Polizia Penitenziaria  in servizio al carcere di Spoleto hanno intercettato un pacco destinato a un detenuto di origini albanesi, al cui interno erano stati abilmente occultati circa 140 grammi di hashish.

L’operazione, coordinata dal neo Comandante Commissario Capo Pierpaolo Milanese, si è conclusa con il sequestro della sostanza stupefacente, subito messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. A incastrare il pacco, alcuni dettagli sospetti individuati dagli agenti, che hanno proceduto con controlli approfonditi.

«Un’operazione brillante che dimostra la professionalità e l’abnegazione dei nostri agenti», commenta Fabrizio Bonino, Segretario Regionale Umbria del Sappe (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria). «Il personale di Spoleto ha dato ancora una volta prova di competenza e dedizione, lavorando in condizioni estremamente difficili e con risorse limitate».

Sappe: “Emergenza organici, Spoleto al collasso”

Accanto alla soddisfazione per il risultato operativo, il Sappe Umbria torna a denunciare una situazione ormai insostenibile all’interno della struttura. «Il carcere di Spoleto ha perso oltre 100 unità di Polizia Penitenziaria da quando gli istituti umbri sono passati sotto la competenza del Provveditorato di Firenze», spiega Bonino. «Questa carenza cronica di personale sta facendo implodere l’intero assetto organizzativo dell’Istituto e costringe la Direzione a violare costantemente i diritti degli agenti».

Nonostante le numerose segnalazioni inviate al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma e al Provveditorato Interregionale Toscana-Umbria di Firenze, la situazione non è migliorata. Anzi, sottolinea Bonino, «oggi siamo davanti a un peggioramento drammatico. Non possiamo più aspettare: serve un intervento urgente delle autorità ministeriali».

La richiesta: un Provveditorato Regionale a Perugia

Tra le proposte avanzate dal Sappe, c’è l’istituzione di un Provveditorato Regionale a Perugia. «È una priorità assoluta – ribadisce Bonino – per restituire all’Umbria la governance del suo sistema penitenziario e per avviare una seria programmazione delle risorse».

Il sindacato chiede inoltre l’attivazione di un gruppo cinofilo dedicato, che possa supportare in modo strutturale le attività di prevenzione e contrasto all’introduzione di sostanze stupefacenti. «I nostri agenti – sottolinea Bonino – lavorano ogni giorno senza strumenti adeguati. Serve un piano di rinforzo immediato».

La tensione resta alta e il Sappe non esclude azioni più incisive. «Il personale penitenziario umbro, e in particolare quello di Spoleto, non può più sentirsi abbandonato», avverte Bonino. «Questo sindacato si riserva di valutare ogni iniziativa sindacale, inclusa la proclamazione dello stato di agitazione, per vedere finalmente tutelati i diritti dei lavoratori e garantire la sicurezza dell’Istituto».

Redazione

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