Il Cardinale Zuppi ad Assisi: “Seguiamo l’esempio di Santa Chiara: disarmiamo il male”

l presidente della Cei in Umbria per le celebrazioni in onore della Santa richiama la comunità internazionale a un impegno concreto per fermare le guerre

Purtroppo gli appelli alla pace sembrano inascoltati”: con queste parole il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha aperto il suo intervento ad Assisi, in occasione delle celebrazioni dedicate a Santa Chiara. Parlando con i giornalisti, il porporato ha ricordato le parole di papa Francesco e di papa Leone, notando come “sembrano considerati parole di ruoli religiosi, un po’ fuori dal mondo”.

Per Zuppi, la guerra continua a infliggere “una terribile sofferenza” e soltanto la pace può “interrompere e risolvere quei tanti pezzi dell’unica guerra mondiale”. Da qui l’invito alla comunità internazionale a “dotarsi degli strumenti per risolvere i conflitti e ripudiare la guerra”.

Il cardinale ha voluto sottolineare anche il valore della preghiera come forma di impegno: “Ritirarsi nella preghiera non significa disinteressarsi, ma entrare nella profondità della storia”. Il chiostro e il silenzio contemplativo, ha aggiunto, “fanno entrare dentro la storia, con più passione per le persone che in tanti mondi fasulli che riempiono le giornate e svuotano i cuori”.

Riflettendo sulla figura di Santa Chiara, Zuppi l’ha descritta come “un’immagine forte di donna libera e madre, capace di salvare la sua città”. Ha ricordato il legame profondo con San Francesco, “nel senso più vero e interiore”, e il “mondo femminile che salva la città”, citando l’episodio in cui affrontò i saraceni. “Di fronte alla violenza seguiamo l’esempio di Chiara, che affronta il male disarmata e disarmante, come ci ha chiesto anche papa Leone. Santa Chiara, disarmata e disarmante, affronta un male che metteva paura: seguiamo il suo esempio – l’invito di Zuppi – quando siamo disarmati possiamo disarmare il male”

Per il presidente della Cei, la santa “aiuta la Chiesa a riconoscere il ruolo della donna e indica la via, la forza per vivere pienamente la chiamata del Signore”. Un messaggio che, secondo Zuppi, rimane attuale: “Nel mondo complicato di oggi, il chiostro e la preghiera non sono fuga, ma profondità, più storia e più passione per le persone rispetto a tanti mondi inesistenti che ci svuotano il cuore

Redazione

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