La Zona economica speciale (Zes) rappresenta un’occasione strategica senza precedenti per l’economia umbra, e su questo punto le organizzazioni sindacali non intendono restare spettatrici. A ribadirlo è Maurizio Molinari, segretario generale della Uil Umbria, che in una nota ufficiale ha invitato la Regione a coinvolgere attivamente le parti sociali nella definizione del Piano regionale delle priorità della Zes.
“Adesso che i riflettori della campagna elettorale si sono spenti – ha dichiarato Molinari – è il momento di affrontare i temi concreti, a partire da come la Regione intende orientare le risorse, su quali aree e secondo quali priorità”. Una presa di posizione che sottolinea l’urgenza di non trasformare la Zes in un’occasione mancata per l’Umbria, ma anzi di renderla uno strumento operativo e strutturale per il rilancio del territorio.
Un impatto potenziale sul 5% del Pil regionale
Secondo i dati e le stime nazionali, l’attivazione della Zes potrebbe incidere fino al 5% del Prodotto interno lordo umbro, un impatto che impone una pianificazione chiara, trasparente e condivisa. Da qui l’appello del sindacato alla Regione Umbria affinché non operi scelte unilaterali, ma promuova un confronto vero con il mondo del lavoro, i territori e le associazioni produttive.
“Non possiamo permetterci di sottovalutare o politicizzare questa occasione – ha aggiunto Molinari –. Le priorità vanno individuate insieme, con spirito costruttivo, lasciando da parte logiche di rivalsa o divisione”.
La denuncia: “Il declino umbro è stato ignorato per troppo tempo”
La Uil Umbria ricorda come il tema dello sviluppo economico regionale e della sua fragilità non sia nuovo, ma anzi sia stato più volte denunciato dai sindacati, spesso inascoltati. Il rischio ora è che la Zes si trasformi in una semplice etichetta senza contenuti reali, se non accompagnata da un programma dettagliato, con interventi mirati e infrastrutture adeguate.
In questo contesto, l’organizzazione sindacale invita a superare la fase delle rivendicazioni e delle polemiche per entrare in quella della costruzione concreta e collaborativa.
“La Zes non può restare una scatola vuota – ha concluso Molinari – ma deve diventare il volano capace di far uscire l’Umbria dalle difficoltà economiche degli ultimi anni”.
Prossime sfide: governance, aree d’intervento e attrazione degli investimenti
Le scelte della Regione in materia di Zes saranno determinanti anche per definire le modalità di governance del progetto, le aree territoriali da includere e le politiche di attrazione degli investimenti. Solo un approccio integrato e condiviso potrà garantire risultati duraturi e un impatto effettivo sull’economia locale e sull’occupazione.
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