Nei giorni scorsi la Polizia di Stato, sotto il coordinamento del Servizio centrale operativo (SCO), ha portato a termine una vasta operazione di polizia a “alto impatto” finalizzata al contrasto della criminalità organizzata di matrice cinese. Le attività si sono concluse nella giornata di ieri e hanno visto il coinvolgimento delle Squadre Mobili di 26 province italiane, supportate dai Reparti Prevenzione Crimine.
Gli obiettivi principali dell’operazione sono stati l’individuazione e la repressione di fenomeni delittuosi come immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione e del lavoro, contraffazione, traffico di stupefacenti, detenzione abusiva di armi e riciclaggio.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini, i gruppi criminali cinesi operano in modo strutturato su tutto il territorio nazionale, mantenendo un’organizzazione autonoma ma in contatto con altri sodalizi etnici e anche italiani. Questi gruppi risultano spesso formati da soggetti legati da vincoli familiari e provenienti dalla stessa area geografica della Repubblica Popolare Cinese, con una forte coesione interna fondata su logiche di vendetta e omertà.
Uno degli elementi più allarmanti emersi è la presenza di una vera e propria “ala armata” utilizzata per l’intimidazione e per l’esecuzione di gravi reati. L’uso delle armi da fuoco è uno dei metodi principali per consolidare il controllo del territorio, replicando modalità tipiche delle mafie tradizionali.
Nell’ambito delle attività investigative, è emerso l’utilizzo del sistema “hawala”, una forma di trasferimento illecito di denaro tra continenti, impiegata per il riciclaggio e come metodo di pagamento nei traffici criminali internazionali, in particolare quelli legati agli stupefacenti e all’immigrazione clandestina.
I risultati dell’operazione su scala nazionale:
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13 arresti, tra cui:
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1 per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale e possesso di armi improprie
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2 per sfruttamento della prostituzione
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1 ricercato per rapina aggravata
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2 ricercati per furto
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3 per detenzione ai fini di spaccio
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3 ricercati per cumulo pene
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1 per tentata estorsione
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31 persone denunciate
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1.942 soggetti identificati
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305 esercizi commerciali controllati, 2 dei quali sequestrati
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248 veicoli controllati in 52 posti di blocco
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550 grammi di shaboo sequestrati (pari a circa 5.500 dosi)
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29 sanzioni amministrative per un totale di 73.382 euro
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22.825 euro sequestrati in contanti
Focus sulla provincia di Perugia
Nel perugino, le operazioni hanno riguardato in particolare i fenomeni legati al riciclaggio, all’evasione fiscale, all’immigrazione clandestina e allo sfruttamento della prostituzione. Sono stati controllati 9 centri massaggi e 3 laboratori tessili, per un totale di 24 persone identificate. Tra queste, una persona è stata denunciata per violazione dell’ordine di espulsione emesso dal Questore.
A Città di Castello, un cittadino cinese è stato denunciato per favoreggiamento della prostituzione all’interno del proprio centro massaggi, poi sottoposto a sequestro.
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