Bufera sulla Bartoccini Fortinfissi Volley. La centrale Asia Cogliandro classe 1993 fresca di rinnovo con le Black Angels dopo la promozione in A1 della ragazze, ha denunciato in una intevista a La Stampa il suo licenziamento per gravidanza
“Quando ho firmato per il rinnovo sapevo che non sarei stata titolare – Eravamo in quattro nel mio ruolo, ma quando c’è da mettere in campo quelle due o tre urla di esperienza, sono ideale. Lo so io e lo sapevano loro. Se non fossi rimasta incinta i miei spazi li avrei trovati”. Resta in cinta dopo la firma, il 20 Gennaio, dopo aver avuto un aborto precedente: “Mi dicevano che sarebbe stato difficile avere un altro figlio. E sapere di aspettarlo è stata…una mano dal cielo e anche una condizione fragile”.
A quel punto, con 7 settimane alla fine del campionato, si confronta con le compagne: “Il 21 Gennaio mi alleno e ho paura, loro sono agitate. Esco dallo spogliatoio con una decisione: il giorno dopo lo comunico al direttore sportivo». E lui, racconta Cogliandro, era contentissimo. “Mi abbraccia, mi fa le congratulazioni. Chiedo riservatezza perché la gravidanza è a rischio ed è molto presto. La privacy non viene rispettata, in un attimo lo scenario si trasforma e le pressioni arrivano immediatamente. Piena di ansia do la notizia ufficiale. Subito, la società mi dice di lasciare la casa e di restituire anche le mensilità di affitto già pagate”.
Non ha potuto chiedere la maternità, perchè scatta a due mesi dalla gravidanza e le parti non trovano un accordo: “Ora la loro offerta e il dovuto fino a scadenza contratto ballano 12.000 stupidissimi euro, una cifra ridicola solo che io ho subito una violenza psicologica che non posso accettare e quindi siamo qui in un vicolo cieco”. Vanno a vuoto le altre proposte: congelare il contratto, l’offerta della calcatrice di un lavoro in ufficio o per i sociali per i mesi che mancavano: “L’unico intento era sbrazzarsi di me: in carriera ho avuto degli infortuni: mentre sei ferma ti pagano, se sei incinta sei da allontanare. Mi hanno dato dell’ingrata, mi hanno minacciata. Mi conveniva accettare l’accordo o non avrei più trovato una squadra”.
Cogliandro sa che il suo non è il primo caso: “Siamo co.co.co, non professioniste. Qualcosa è stato modificato ma dovrebbero esserci più tutele….Se continuiamo ad accettare compromessi, non sarò l’ultima. È ora di dire basta”.
Lei ora è decisa a lasciare il volley: “Piuttosto che tornare a giocare faccio il muratore, con tutto il rispetto, non sarei ovviamente in grado, però lo sport che amavo ora mi disgusta. Non ne voglio più sapere di quel mondo”
Si attende ora la replica della società, sempre che arrivi
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