Ospedale Norcia, polemica sui fondi dal Kuwait: “Non sostituiscano soldi pubblici”

Alemanno: “Fondi per migliorare, non sostituire dotazioni sanitarie già previste”

La donazione di un milione di euro erogata dallo Stato del Kuwait al Comune di Norcia  al centro del dibattito politico locale, con l’intervento dell’ex sindaco Nicola Alemanno che, attraverso una lettera aperta, critica con decisione l’utilizzo attuale di quei fondi. L’ex primo cittadino, firmatario dell’accordo con il Paese mediorientale, ha indirizzato la sua comunicazione alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, al direttore generale della Usl Umbria 2 Roberto Noto, al sindaco Giuliano Boccanera e, per conoscenza, al capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano.

Al centro della polemica vi è la destinazione dell’intera somma donata all’acquisto di attrezzature sanitarie per il nuovo ospedale di Norcia, struttura ricostruita con fondi post-sisma per un valore di circa 10 milioni di euro e riconosciuta nel 2023 come presidio sanitario in area disagiata. Secondo le recenti decisioni, i fondi kuwaitiani sarebbero impiegati integralmente per l’equipaggiamento sanitario, comprese apparecchiature essenziali come tac, ecografi e letti ospedalieri.

Una scelta, secondo Alemanno, che snatura lo scopo originario della donazione e potrebbe configurare “profili di illecito per distrazione di fondi pubblici”. Nella sua analisi, l’ex sindaco evidenzia come il contributo internazionale fosse destinato non a sostituire le spese a carico della sanità pubblica, ma ad arricchire e potenziare le dotazioni già previste dalla Usl. “Se la Usl prevede una tac standard, il Comune può contribuire con la donazione a ottenere una tac di qualità superiore”, precisa.

Alemanno invoca un intervento immediato da parte delle autorità competenti per sanare quella che definisce una “situazione incresciosa”. Il tono della sua missiva è fermo e critico: “Quanto sta accadendo non è accettabile, né comprensibile. Mi auguro che si voglia porre rimedio quanto prima”, scrive. La lettera è anche un appello diretto al suo successore, il sindaco Boccanera, a cui chiede un ripensamento sulle scelte adottate: “Il prezzo di alcune decisioni lo stanno pagando i cittadini. Serve una riflessione seria, nel rispetto della città che siamo chiamati a servire”.

Il nodo riguarda dunque la corretta interpretazione dello “spirito della donazione”: un gesto di solidarietà internazionale che, nelle intenzioni di chi ha sottoscritto l’accordo, doveva rappresentare un valore aggiunto alla ricostruzione e non un’alternativa al finanziamento pubblico delle dotazioni minime ospedalier

Redazione

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