Patrick Lumumba ha commentato con fermezza la sentenza definitiva della Cassazione che ha condannato Amanda Knox per calunnia nei suoi confronti. L’uomo fu accusato dalla studentessa americana nell’ormai lontano 2007 di essere stato l’assassino di Meredith Kercher, accuse dalle quali è stato poi prosciolto dopo 14 giorni di detenzione, ha dichiarato: “È arrivato il momento in cui Amanda Knox può guardare indietro e se intende difendere le vittime della giustizia deve cominciare a farlo con me”.
Parlando dallo studio del suo avvocato, Carlo Pacelli, Lumumba ha sottolineato che “questa condanna accompagnerà Amanda per tutta la vita” e ha aggiunto: “Aspetto un risarcimento da parte sua, perché se deve aiutare le persone con la sua associazione, lo deve fare rispettando la legge, e il risarcimento che chiedo è previsto dalla legge”. Ha inoltre ribadito di non aver mai ricevuto le scuse promesse da Knox, nonostante queste vengano spesso dichiarate.
Attualmente Lumumba vive tra Perugia e la Polonia e ha definito la vicenda un “corto circuito” creato da Amanda Knox. Riguardo alle accuse, ha spiegato che “lei era convinta di essere scoperta dagli investigatori” e che ha scelto lui come capro espiatorio “perché sapeva di poter uscire così dalla situazione”.
L’avvocato Pacelli ha commentato che con questa sentenza “si mette un punto a una vicenda che si protrae da vent’anni”, precisando che la Cassazione ha stabilito come Knox sia colpevole di calunnia “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Ha ribadito che Amanda Knox “non è vittima di un errore giudiziario ma una calunniatrice che ha accusato Lumumba sapendo della sua innocenza”.
Il legale ha infine annunciato che “Patrick ha diritto a essere risarcito e valuteremo tutte le iniziative possibili” per ottenere giustizia.
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