Coltellate al Mc Donald’s: chiesti 100.000 euro di risarcimento e 4 anni di carcere

Il pm ha chiesto 4 anni per il 23enne accusato di tentato omicidio a Perugia. La parte civile chiede 100mila euro di risarcimento. Attesa la decisione del giudice.

Si è conclusa con la richiesta di condanna a quattro anni di reclusione e una provvisionale da 100mila euro l’udienza preliminare del processo a carico di un giovane marocchino di 23 anni, imputato per tentato omicidio. L’episodio risale al 23 novembre 2024, quando, nei pressi del McDonald’s di via Cortonese, a Perugia, un ragazzo brasiliano fu colpito da più coltellate al torace, riportando ferite gravi e potenzialmente letali.“Una gragnuola di fendenti diretti alla zona toracica”, ha scritto l’avvocato di parte civile Luna Fontana nella memoria presentata al giudice Natalia Giubilei. Ne riferisce Il Messaggero.

Una lite sfociata nel sangue

Secondo la ricostruzione della Procura, rappresentata dal pubblico ministero Mario Formisano, l’aggressione sarebbe scaturita da una discussione degenerata in violenza. L’imputato avrebbe sferrato almeno due colpi di coltello, uno dei quali ha provocato una lesione al polmone sinistro, ritenuta dalla perizia “potenzialmente mortale”. L’intervento tempestivo dei soccorsi ha evitato il peggio.

Le prove e le richieste delle parti

A supporto della ricostruzione accusatoria vi sono riprese video delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze oculari raccolte subito dopo l’episodio. La parte civile ha sottolineato la brutalità dell’attacco e ha richiesto un risarcimento danni provvisionale di 100mila euro, anche alla luce dei postumi invalidanti riportati dalla vittima, un giovane operaio edile che da allora fatica a riprendere l’attività lavorativa.“Il giovane soffre ancora oggi di limitazioni fisiche significative”, ha ricordato la legale della parte lesa.

La difesa punta sulla derubricazione

Sul fronte opposto, i legali del 23enne, Lorenzo De Luca e Fabio Ottaviani, hanno avanzato la richiesta di assoluzione, sostenendo che non vi fossero gli estremi per configurare il reato di tentato omicidio. La difesa ha proposto una derubricazione a lesioni personali, minimizzando l’intenzionalità letale dell’azione.

Decisione attesa nelle prossime settimane

Il processo si è svolto con rito abbreviato, che prevede una riduzione della pena in caso di condanna. Il giudice Giubilei si è riservata la decisione, che verrà resa nota nelle prossime settimane. L’esito della sentenza sarà determinante non solo per la definizione della pena, ma anche per l’eventuale accoglimento della richiesta risarcitoria avanzata dalla parte civile.

Redazione

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