La sanità umbra è in emergenza, come certificato dall’indagine indipendente commissionata dalla Regione che ha sancito un enorme buco regionale, con Perugia capofila. Secondo il gruppo consiliare del Partito Democratico, la situazione attuale è il risultato della cattiva gestione della precedente giunta regionale di centrodestra, guidata da Donatella Tesei, che avrebbe lasciato buchi di bilancio sia a Montefalco che nell’intera regione.
“Il disavanzo di 243 milioni di euro pesa oggi sulla sanità regionale ed è frutto di anni di scelte errate”, si legge in una nota del PD. Perugia, come capoluogo e sede del principale ospedale umbro, è tra i territori più colpiti: servizi sanitari al limite, personale sotto pressione e pazienti costretti a cercare cure fuori regione. Questo fenomeno ha generato una grave emorragia economica, aggravata dai tagli del governo Meloni, che nei prossimi tre anni sottrarranno 40 milioni alla Regione e 20 milioni ai Comuni umbri, di cui 4 milioni solo a Perugia.
Secondo i gruppi Anima Perugia e Orchestra per la Vittoria, la sanità umbra è tra le peggiori in Italia per tempi di attesa per visite e interventi chirurgici. Il Rapporto sulla Salute in Italia di Cittadinanzattiva (2023) colloca l’Umbria tra le ultime regioni per accesso alle prestazioni sanitarie, mentre i dati di OpenDataSanità evidenziano una carenza di personale medico e infermieristico che rende il sistema incapace di rispondere alle necessità della popolazione.
Ora, però, si apre una nuova fase. Con la giunta Stefania Proietti – Tommaso Bori, il nuovo governo regionale di centrosinistra punta a risanare i conti e rilanciare la sanità pubblica. La priorità è garantire ai cittadini un sistema sanitario efficiente, accessibile e all’altezza delle esigenze della comunità.
“Vogliamo collaborare con la Regione per restituire alla sanità umbra la centralità che merita”, dichiarano i gruppi di maggioranza. L’obiettivo è chiaro: risanare, innovare e garantire a tutti il diritto alla salute, superando le criticità ereditate dal passato.
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